I ponti del 2016? Pensiamo a lavorare!

Nel mio precedente editoriale, invitavo ad accogliere il nuovo anno abbracciando tutte le opportunità che questo porta con sé, insieme alle speranze per un futuro migliore. La storia ci insegna che quando si è a terra, l’unico modo per ritirarsi su è quello di rimboccarsi le maniche e lavorare all’inverosimile. Questa è la mia cultura ed il mio credo…

Leggendo i vari post sui social network in questo inizio 2016 mi sono letteralmente crollate le braccia: tra i primi e più letti in assoluto, ce ne sono alcuni che svelano come poter fare più giorni di vacanza grazie ai ponti che il 2016 offre. Beh, complimenti, bel modo di iniziare il nuovo anno!

Io capirei un simile ragionamento se fossimo una Nazione ricca, con tassi di disoccupazione molto bassi, con famiglie che hanno potere d’acquisto, ecc. Ma vi sembra questa la situazione della nostra cara Italia? Basta leggere i giornali, vedere i telegiornali alla tv, o seguire chi realmente fa informazione corretta sul web per accorgersi con estrema facilità di come stiano realmente le cose. E c’è poco da ridere, molto poco da festeggiare… Il riposo di un lavoratore è sacro e deve essere considerato tale, ma approfittarsi delle “scappatoie” contrattuali è vergognoso. Pensate a quanta gente in questo momento è in cerca di un lavoro e farebbe carte false per avere la possibilità di alzarsi la mattina dal letto e iniziare la propria giornata lavorativa!

Leggere post in cui si parla di trucchetti per avere più giorni di vacanza dovrebbe essere frustrante per chi vive in una “Repubblica fondata sul lavoro”. E poi ci lamentiamo che i servizi in Italia non funzionano e che i soldi scarseggiano! Proviamo tutti a lavorare mezz’ora in più al giorno e facciamolo con la giusta concentrazione, senza pensare ad altro!

E scusate lo sfogo, ogni tanto ci vuole anche questo…

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