A 40 anni non si è vecchi… per il lavoro!

Una volta si diceva: la vita inizia a 40 anni. Oggi, sicuramente non è più così, almeno dal punto di vista professionale. Il momento attuale è davvero delicato: al di là di quello che ci propinano, la crisi è ancora in atto e sono molte le aziende che ogni giorno sono costrette a chiudere o ad operare tagli di personale. E purtroppo molto spesso questi tagli riguardano professionisti ed impiegati non più giovanissimi.

Sospinti dalle proprie convinzioni e dalla fiducia in sé stessi, alcuni decidono di riciclarsi aprendo microaziende, altri si rimettono a cercare lavoro. La percentuale di coloro che riescono in questa impresa è davvero bassa: basta leggere gli annunci di lavoro per rendersi conto di cosa il mercato offre. Su quasi tutti campeggia la spunta “MAX 35 anni”. Un dramma per molti che si vedono precluse opportunità solo per questioni anagrafiche e non di competenze. Non va molto meglio per quelli che invece optano per la “via imprenditoriale”. I finanziamenti pubblici molto spesso sono destinati all’imprenditoria giovanile (ancora quel limite dei 35 anni…) e non comprendono invece quasi nessuna facilitazione per coloro che sono entrati negli anta, o disgraziatamente sono nati per loro sfortuna 36 anni prima.

A 40 anni la vita è bella per coloro che, per fortuna e bravura, si sono costruiti una carriera (imprenditoriale, manageriale, impiegatizia) in un’azienda solida che è riuscita e continua a resistere alle bordate della crisi. Per tutti gli altri, la vita, almeno quella professionale, arriva ad un bivio pericoloso… Per la generazione degli anni ‘70/’80 questo è uno dei momenti più delicati e, casi limite a parte, non certo per colpa loro. Perché a 40-45 anni si è tutt’altro che vecchi e lavorare serve anche a coloro che hanno superato i 35…

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