Le aziende più ambite del 2016?
Ecco quali sono…

Google e Facebook hanno fatto il loro tempo, almeno per quanto riguarda l’aspirazione lavorativa di nuovi possibili candidati. È infatti il sito web statunitense Airbnb, specializzato nella prenotazione online all’estero di case e alloggi, a posizionarsi in cima alla classifica delle 50 migliori aziende in cui lavorare nel 2016.

La lista è stilata ogni anno da Glassdor, portale che raccoglie segnalazioni (anonime) dagli stessi impiegati delle aziende di tutto il mondo e che mostra notevoli sorprese. Entrata per la prima volta in classifica e subito in vetta, Airbnb è per gli americani la miglior realtà in cui lavorare perché ci sono “colleghi fantastici, un ambiente di lavoro dinamico e uno spirito di cooperazione” che non è solo di facciata ma reale. “In più sono da considerare la paga, la copertura sanitaria, le assicurazioni, i benefit e le opportunità di crescita che sono eccellenti”. Fondata nel 2008, Airbnb – con base all’888 di Brannan street, a San Francisco, uno dei quartier generali più belli e creativi del momento – si è estesa in 34 mila città, creando non poche grane di concorrenza ad alberghi e operatori turistici.

Chi sale… e chi scende

A perdere la prima posizione è stata Google, adesso ottava con un punteggio di apprezzamento dei dipendenti pari a 4.3 (Airbnb arriva fino a 4.6 punti), posto prima ancora occupato da Twitter (2014) e ancora più indietro da Facebook che per ben tre anni di fila si è trovato sulla vetta (2011, 2012 e 2013). Certo è che i giganti del settore tecnologico americano sono sempre stati negli ultimi anni, e continuano a essere anche nel 2016, i più desiderati. Negli Stati Uniti come in Italia.

In Italia poche sorprese

LinkedIn, il network professionale più grande del mondo, ha realizzato un’indagine — per la prima volta anche nel nostro Paese — sulle aziende più ricercate dagli oltre 8 milioni di membri italiani presenti sulla piattaforma. “20 Most InDemand Employers” è una classifica che ha l’obiettivo di individuare le realtà che hanno saputo costruire una forte brand reputation da usare per attrarre i migliori talent presenti online: queste società hanno saputo comprendere cosa le rende speciali e diverse dalle altre compagnie e qual è il valore aggiunto che possono offrire ai propri dipendenti, riuscendo a trarre vantaggio anche dai social media per valorizzare questo aspetto. Al primo posto per gli italiani c’è senza tante sorprese Apple, seguita da Google che possiede oltre cento uffici in cinquantaquattro paesi e dà lavoro a più di 50.000 persone, per una capitalizzazione azionaria superiore ai 500 miliardi di dollari. Al terzo posto nella classifica il gruppo Procter & Gamble, complesso industriale di beni di consumo con sede a Cincinnati, Ohio, e presente in Italia dal 1956 con quattro stabilimenti di produzione e due centri tecnici di ricerca all’avanguardia di livello mondiale. Anche i marchi della grande tradizione tricolore rimangono però nelle prime posizioni di questa speciale classifica, confermando il grande valore del made in Italy, per un totale di undici aziende del Belpaese nelle prime venti posizioni. Al quarto posto si posiziona la casa di moda Gucci, seguita al quinto posto da Barilla Group mentre “solo” sesto posto per la Ferrari. Settimo e ottavo posto vanno a Eni, il sesto gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari, e Gruppo Campari, un’azienda nata in un piccolo bar di Novara nel 1860. Sempre di vecchia data la nona posizione, occupata da Pirelli, fondata nel 1872 e oggi quinto operatore mondiale nel settore degli pneumatici, in termini di fatturato, con 19 stabilimenti in 13 paesi. La multinazionale anglo-olandese Unilever conquista invece il decimo posto, seguita da Bulgari (11°), Pfizer (12°), Ikea Group (13°), Calzedonia Group (14°), Automobili Lamborghini Spa (15°), Salvatore Ferragamo (16°), Kiko Milano (17°), Johnson & Johnson (18°), Chanel (19°) e L’Oreal (20°). Non resta che aggiornare curriculum vitae e candidarsi.

 

Tratto da Uomo&Manager di Gennaio 2016

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