Ad Blocker, ecco perché lo fanno

Nel mercato globale, quello di internet per intenderci è determinante conoscere i propri utenti e le abitudini che hanno. Il motivo per cui gli utenti decidono d’installare gli ad blocker, ad esempio, interessa molti di noi. Teads, leader globale nel mercato della pubblicità video native e proprietaria di una piattaforma innovativa per la valorizzazione delle inventory dei premium publisher online, ha annunciato in tal senso i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con Research Now.

Lo studio, che ha visto intervistate 9000 persone, è stato realizzato per aiutare il mercato a comprendere cosa sviluppare a livello tecnologico per continuare a supportare l’editoria online e allo stesso tempo per creare un dialogo lineare tra inserzionisti e utenti, senza che i primi siano un elemento di disturbo nell’esperienza di navigazione di questi ultimi.

Dalla ricerca sono emersi due dati molto rilevanti: tre utenti su quattro hanno dichiarato che i formati forzati e intrusivi sono tra le principali ragioni che motivano l’installazione di sistemi che bloccano l’erogazione dell’annuncio pubblicitario. Inoltre, per l’80% degli italiani il formato pop-up è il più fastidioso e penalizzante durante la navigazione online.

Sulla base di questi aspetti Michele Marzan, Ceo di Teads Italia, ha dichiarato: “Gli utenti di tutto il mondo hanno espresso un’avversione nei confronti dei formati intrusivi, ma fornirgli la possibilità di scelta è la chiave per aprire un dialogo migliore con essi. La rapida crescita della diffusione di sistemi in grado di bloccare l’erogazione di un contenuto pubblicitario è già un campanello d’allarme per tutti gli attori del panorama della pubblicità video online e dobbiamo prestare attenzione alle domande dei consumatori che oggi richiedono più rispetto per la loro esperienza di navigazione online. Noi di Teads in tal senso, siamo in prima linea nel sostenere che sono sempre gli utenti a decidere se fruire un annuncio oppure no. Ecco perché stiamo concentrando le energie del nostro dipartimento ricerca e sviluppo in questa direzione”.

Per quanto riguarda gli altri dati emersi dalla ricerca, è emerso che l’85% degli utenti non installerebbe gli ad blocker se il formato di advertising desse loro la possibilità di skippare o chiudere l’annuncio. Il 38% degli utenti con un ad blocker installato su desktop o laptop, ha scoperto l’esistenza di questi software tramite altri utenti. Altro dato molto interessante è che il browser ha la sua importanza: infatti, il 76% degli intervistati con ad blocker attivo utilizza Chrome, contro il 39% di Firefox. Ma qual è il profilo di chi utilizza gli ad-blocker? Sono uomini compresi tra i 18 e i 34 anni che tendono maggiormente ad installare sistemi ad blocker sui propri device anche mobile. Inoltre, su desktop, il 39% in più degli utenti rispetto al mobile, è più predisposto a guardare un annuncio non intrusivo.

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