Eurozona: cresce la fiducia dei CEO

Prezzo del petrolio, del denaro, del lavoro… Tutto ha un costo ed in questo momento storico particolare, ogni fattore è rilevante. Ma cosa pensano i business leader EU di questa situazione? Riguardo le condizioni commerciali ed economiche, i CEO dell’Eurozona hanno mostrato per il secondo trimestre consecutivo livelli di ottimismo più elevati rispetto al resto del mondo.

Infatti, l’indice di fiducia YPO Global Pulse per l’area UE è cresciuto a 60,5 punti, in salita rispetto ai 60,2 punti del terzo trimestre.

Gli amministratori delegati europei hanno espresso i livelli di fiducia più alti rispetto ai colleghi di altre parti del mondo al mondo, dove si è certamente più cauti. Grazie alla combinazione fra tassi di interesse ai minimi storici, forte calo del valore dell’euro e riduzione dei prezzi del petrolio, l’indice di fiducia in Europa evidenzia una ripresa, riflettendo il miglioramento delle prospettive di crescita della regione. Secondo il FMI, nel 2016 è previsto un aumento dell’1,9% del PIL europeo, il livello di espansione più elevato dal 2010.

L’indice composito YPO Global Pulse è rimasto stabile a 58,0 punti, il livello più basso dal terzo trimestre 2011, periodo che coincide con il culmine della recessione economica globale. L’indice di fiducia negli Stati Uniti è assestato su un relativo ottimismo a 59,1, mentre in Africa è sceso di 3,3 punti, passando a 51,0. Solo l’Asia (risalita di 2,4 punti a 59,7) e l’America Latina (cresciuta di 4,8 punti a 54,4) hanno registrato un aumento significativo dell’indice di fiducia economica. 

“Nonostante i crescenti livelli di incertezza economica, sociale e politica in tutto il mondo, i CEO dell’UE continuano a essere abbastanza ottimisti circa le prospettive immediate di crescita. Tassi di interesse prossimi allo zero in molti paesi europei, euro più debole per favorire le esportazioni e prezzi del petrolio al minimo, rappresentano degli elementi in grado di stimolare la crescita, creare posti di lavoro e incentivare gli investimenti”, ha dichiarato Sophie Eykerman, CEO di Sterop, membro del Bruxelles Chapter YPO e responsabile della formazione regionale di YPO Europe. “Nel corso del 2016, con molti indicatori economici che suggeriscono un imminente rallentamento globale, sarà interessante vede! re quale impatto avrà tutto ciò sul sentiment all’interno dell’UE. Va da sé che i business leader terranno sotto stretto controllo la situazione in Cina e in molte altre parti del mondo”.

Scendendo nei particolari, l’indice di fiducia in Germania è aumentato di 4,8 punti arrivando a 60,4, mentre in Italia è salito di 2,0 punti, spingendosi fino a 61,6: entrambi rappresentano i livelli più alti da aprile 2015. L’indice nel Regno Unito è invece diminuito di 2,5 punti scendendo a 58,9, il più basso dal primo trimestre del 2013. Il livello di fiducia in Francia è rimasto sostanzialmente stabile, con un leggero incremento di 0,2 punti che lo ha spinto a 57,2. Per il secondo trimestre consecutivo, la Spagna ha registrato il più alto livello di ottimismo, nonostante la contrazione di 6,7 punti che ha ridotto l’indice a 67,4.

“In Italia, la maggior parte dei CEO YPO hanno evidenziato che l’andamento delle condizioni economiche è rimasto costante nel corso degli ultimi sei mesi e si aspettano che rimangano stabili anche per i prossimi sei mesi. I risultati di YPO Global Pulse riflettono l’opinione ampiamente diffusa che le riforme strutturali in corso, in combinazione con la graduale ripresa economica, continueranno a portare ad una crescita costante in tutta Europa “, aggiunge Alberto Bitetto, chairman di Whysol Investments e member di YPO Italy Chapter.

I CEO dell’Eurozona hanno manifestato ottimismo rispetto le previsioni più immediate per le proprie aziende, mostrando tutti i singoli componenti dell’indice (che monitorano le vendite, l’occupazione e le previsioni per gli investimenti fissi) in generale miglioramento. La maggioranza degli intervistati (62%) prevede una crescita dei ricavi nei prossimi 12 mesi, mentre solo l’8% si aspetta un calo del fatturato. Il 35% programma di aumentare il personale, contro il 10% che ritiene plausibile un calo dell’organico. Il 41% ipotizza un aumento nei livelli di investimenti fissi, contro l’8% che anticipa un calo.

In merito alle condizioni economiche e commerciali generali in cui operano le loro aziende, gli amministratori delegati sono per lo più ottimisti. Il 40% dei CEO prevede un miglioramento nella prima metà del 2016, contro un 16% che si attende un peggioramento. Il 44% prevede invece un cambiamento minimo o del tutto nullo.

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