Agol e la società della comunicazione

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Comunicazione, social, marketing. In un mondo in cui queste parole diventano chiave in ogni settore, è facilmente intuibile quanto le opinioni e chi le produce siano fondamentali al giorno d’oggi. Essere opinion leader non è cosa da poco: diventarlo significa ottenere una sorta di licenza all’onniscienza, ma anche avere una grande responsabilità.

I social network, ma più in generale il web, oggi favoriscono lo sviluppo di mille e più voci: un coro spesso discorde su una miriade di argomenti. La storia tuttavia ci insegna quanto sia naturale che da tante voci se ne erga una: quella del leader. Agol vuole essere un ponte fra passato e presente, fra nuovo e vecchio, fra esperienza ed entusiasmo. L’Associazione si occupa di rinnovare le leadership alimentando il dialogo intergenerazionale attraverso una struttura composta in primis da un consiglio direttivo formato da 20 membri, guidati dal Presidente Pierangelo Fabiano. Ed è con lui che abbiamo voluto cercare di comprendere meglio le mille sfaccettature di questa Associazione che si sta facendo strada con grande disinvoltura e rapidità, grazie alla competenza e alla lungimiranza di un gruppo di ragazzi che sognano un futuro diverso. Ed hanno i mezzi per mettere in pratica le proprie idee.

 Presidente, qual è la vostra mission?

La nostra mission è quella di favorire il rinnovamento della leadership del Paese attraverso il dialogo intergenerazionale e intragenerazionale, strumento indispensabile di formazione e crescita professionale.

Come nasce l’idea?

Il nostro Paese sta attraversando un momento veramente difficile, forse il più critico dal dopoguerra. Non si può restare a guardare, soprattutto se si è giovani e con la voglia di rimanere in Italia per migliorarla e ‘riaccendere’ i motori.

Motore del rinnovamento dobbiamo essere noi giovani, con le nostre idee, la voglia di cambiare, costruire un network basato su contenuti nuovi. Da qui nasce l’esigenza di dialogare e confrontare generazioni diverse che spesso non riescono a entrare in relazione diretta, ma che ne sentono il bisogno per migliorare reciprocamente.

Perché avete scelto di metter su un’impresa simile?

Perché ci è sembrato un modo concreto per riuscire ad esplicitare la nostra mission. L’idea è quella di far convergere esperienza e alta professionalità dei “senior” con idee e modi di pensare innovativi dei giovani professionisti. Tutto ciò parte da un confronto all’interno dell’associazione, quindi intragenerazionale.

Voi siete tutti ragazzi giovani. Quali sono le difficoltà incontrate?

Siamo tutti giovani professionisti e il fattore tempo è di certo una criticità. Ci riuniamo spesso la sera, nel nostro tempo ‘liberato’, e utilizziamo molto i social network per condividere tra noi – il direttivo e la base degli associati – idee e spunti di riflessione.

Una realtà come quella di Agol non esisteva e devo dire che dalla risposta che abbiamo avuto, ho la sensazione che molti la aspettassero da tempo: questo in qualche modo ci aiuta.

Comunicazione: quanto è importante oggi per un’azienda farne?

In tanti hanno provato a definire, circoscrivere, la società che stiamo vivendo. Chi la chiama postindustriale, delle informazioni, dei servizi, della riproduzione, tutti mossi dalla ricerca dell’elemento fondante.

Io penso sia la società della comunicazione. In tempo reale, virale, in continua evoluzione, per immagini: ecco tutto questo al giorno d’oggi è fondamentale, in tutti i settori è determinante, in ogni momento della giornata, in ogni fase della vita. Dal business alla politica fino ad arrivare anche alla religione (proprio su questo argomento sto curando la pubblicazione di un libro che uscirà nei primi mesi dell’anno prossimo).

Pubblicità o social marketing. Dove è meglio investire?

Bisogna superare le famose ‘P’ di Kotler. Oggi i consumatori sono competenti, entrano nel processo produttivo, vogliono provare il piacere di perdersi, dis-identificarsi in percorsi diversi. Un pubblico poliedrico, in continuo mutamento che vaga su una scacchiera alla ricerca della soddisfazione delle proprie esigenze. In questo senso occorre costruire una strategia di comunicazione in grado di mixare in maniera innovativa tutti i canali, la comunicazione per essere efficace deve essere sempre più integrata: Territorio – Web/Social – Media tradizionali, altrimenti il messaggio rischia di disperdersi in questa giungla mediatica dominata dal caos informativo.

Che cos’è un opinion leader?

Un’opinion leader è colui che riesce a influenzare le idee e le opinioni degli altri grazie alla sua esperienza di vita, alle proprie competenze ed al carisma.

Giovani e classe dirigente, in che modo stimolate il dialogo?

Stimoliamo il dialogo attraverso diverse attività, innanzitutto mensilmente organizziamo degli eventi che abbiamo suddiviso in tre format: “AperiOsmos”, eventi nel quale affrontiamo tematiche inerenti al mondo della comunicazione invitando massimi esperti dell’argomento; “AD esempio” dove ci confrontiamo con gli AD delle più importanti aziende italiane, e “I giovani incontrano il Governo” nel quale incontriamo i Ministri ed esponenti del Governo.

L’Italia sotto l’aspetto comunicativo è alla pari con gli altri Paesi?

In Italia abbiamo grandi professionalità nel campo della comunicazione, grandi esempi di creatività che tutto il mondo ci invidia. Non sappiamo fare sistema e venderci all’estero come meritiamo, anche nel campo della comunicazione. Per questo abbiamo ancora molto da migliorare, il gap con altre nazioni come l’America è evidente.

Cosa si può fare per crescere sotto questo punto di vista?

Sfruttare le peculiarità tipiche di noi italiani senza mai perdere di vista gli spunti offerti dalla dimensione internazionale. Le aziende che lavorano con l’export o con clienti internazionali non stanno soffrendo la crisi.

Quanta importanza date agli eventi?

Gli eventi per noi sono fondamentali momenti di aggregazione, sono l’asset principale della nostra vita associativa, ci permettono concretamente di affrontare tematiche particolarmente interessanti per il nostro lavoro confrontandoci e condividendo le nostre idee con colleghi di diverse aziende e importanti manager e personaggi del mondo istituzionale.

Nel suo ruolo di capo di questa associazione, cosa si augura per il vostro futuro?

Spero vivamente che l’Associazione cresca sempre più riuscendo a diventare uno strumento utile a tanti giovani capaci e preparati armati di tanta voglia di fare e che spesso, purtroppo, non riescono a mettere in evidenza le proprie capacità e le proprie brillanti idee per colpa delle barriere e della difficoltà di comunicazione che ci sono con chi effettivamente decide e può dare possibilità concrete per mettersi in gioco.

Agol è per lei un punto di partenza?

Sono arrivato ad Agol dopo aver bussato a tante porte ed aver fatto esperienza in azienda ed agenzia. Agol è anche punto di partenza di un nuovo percorso che intreccia generazioni, azienda e mondo delle università, Istituzioni e giovani.

 

Tratto da Uomo&Manager di Ottobre 2014

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