Ponti del 2017

Amate il vostro lavoro? Lasciate stare i ponti del 2017

Il nuovo anno è iniziato ma onestamente non vedo grandi differenze positive rispetto a quello che abbiamo salutato. E non parlo solamente delle situazioni di vita quotidiana e delle problematiche che ciascuno di noi deve affrontare con  coraggio e dignità, ma parlo di atteggiamento.  Sono certo che la maggior parte dei nostri lettori siano autentici professionisti, manager capaci, imprenditori intraprendenti che cercano ogni giorno, attraverso il proprio onesto lavoro di crescere, maturare, ottenere risultati, professionali ed economici, che siano in grado di rendere migliore l’esistenza di se stessi e delle persone che amano.

Mi piacciono gli uomini che prendono in mano la vita, rischiando in proprio, che sorridono ed esultano quando le cose vanno bene e si disperano quando invece i risultati tardano ad arrivano. Ma lo fanno in silenzio in entrambi i casi. Apprezzo gli uomini che curano la propria agenda, cercando di ottimizzare il tempo a loro disposizione, senza tralasciare nessun dettaglio.

Odio fortemente quelli che anche quest’anno, hanno aperto la propria e per prima cosa sono andati a guardare quali siano i possibili periodi del nuovo anno in cui prendersi un giorno di ferie equivale a farsi un lungo ponte per andarsene a zonzo. No, questo non mi piace.

Perché una persona che ama il proprio lavoro, non può iniziare l’anno andando a vedere quando avrà la possibilità di sganciarsi per uno o più giorni dallo stesso.  Guardando le prime notizie apparse sui vari social network, invece, mi sono reso conto, con grande amarezza, che tra le notizie più lette c’erano quelle in cui si parlava proprio di questo. “Il 2017 sarà un anno splendido per i ponti!”, “Ponti: quante opportunità nel 2017!”… e via dicendo. E la cosa triste è stata vedere da quanti like, stelline e commenti entusiastici erano accompagnati questi post! No, non pensate che io sia uno stakanovista che trascura sé stesso, le proprie passioni e la propria famiglia, tutt’altro.

Ma credo che in un mondo dove sempre più si è artefici del proprio destino, il primo pensiero vada rivolto a come impegnare il proprio tempo e le proprie risorse cercando di darsi da fare per migliorare la nostra vita e quella delle persone che più amiamo. Il fatto che io ami il mio lavoro e sia orgoglioso di svolgerlo, non significa che io non abbia desiderio di svagarmi. Ma provo un grande rispetto per la mia attività e per ciò che mi consente alla fine di ogni mese, di mangiare, avere un tetto sopra la testa e pagare le bollette. Sento sulle mie spalle un grande senso di responsabilità, perché nonostante le mille difficoltà che incontro ogni giorno, come la stragrande maggioranza delle persone di questo mondo, ho comunque un lavoro e sono molto fortunato ad averlo. Penso, infatti, a chi non ce l’ha, a chi fatica ad arrivare al 31 ogni mese e a chi volentieri prenderebbe il posto di chi, magari, sta facendo un lungo ponte, senza pensarci un solo secondo, perché questo gli consentirebbe di regalare un pomeriggio di serenità ai propri figli. Mi considerate banale se dico queste cose? Fatelo pure, ma io vivo in pace con me stesso.

E sono certo che altrettanto fanno i manager capaci che leggono Uomo&Manager, quelli che vivono la propria esistenza cercando di trovare un equilibrio fra i doveri lavorativi, che non perdono mai d’occhio, e quelli famigliari.

Sono sicuro che quest’anno, aprendo la propria agenda, sia essa digitale o cartacea, nessuno di questi professionisti ha pensato a programmare i ponti del 2017 , ma abbiano iniziato a segnare i primi obiettivi da raggiungere in questo nuovo anno ed abbiano da subito cominciato a pensare a come raggiungerli. In Italia abbiamo bisogno di gente con tanta voglia di lavorare…

 

 

Tratto da Uomo&Manager di Gennaio 2017 

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David Di Castro

David Di Castro

Direttore Responsabile di Uomo&Manager, Lusso Style e Uomo&Motori. Scrive per passione da tutta la vita.

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