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Attolini e la non collezione

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Durante la settimana della moda maschile milanese Cesare Attolini ha presentato quella che ha definito la “non” collezione autunno/inverno 2015-16, una definizione che da un lato suona un po’ come provocazione nei confronti di un’uniformità imperante del sistema moda, dall’altro perché in realtà questa espressione rappresenta perfettamente quello che è Cesare Attolini, ovvero un sarto a tutti gli effetti, anche per quanto riguarda l’universo del prêt-à-porter.

Ogni capo di Cesare Attolini è infatti realizzato a mano presso la sartoria di Casalnuovo in provincia di Napoli, nella quale trovano impiego circa centocinquanta sarti.

Rispettando una tradizione artigianale pluridecennale, e curando in modo maniacale ogni singolo dettaglio, un capo Attolini è un prodotto senza tempo, che esprime una qualità ed una eccellenza ormai merce rara nel made in Italy.

Tra i capi ammirati durante la presentazione spiccano le giacche destrutturate, capo iconico di Cesare Attolini fin dagli anni ’30. Dal taglio moderno e con una vestibilità perfetta, eccezionali a tale proposito le tre bottoni con taglio due, si contraddistinguono inoltre dall’essere sfoderate, esaltando così in pieno la qualità dei tessuti usati e delle cuciture.

Numerosi i dettagli sartoriali che si possono osservare e apprezzare, per esempio il taschino sul petto a barchetta che può essere applicato solo a mano. Con fantasie principe di Galles o rigate, sono un prodotto che si fa notare senza essere troppo “urlato”, perfetto per l’uomo che ama vestirsi con classe non rinunciando ad un tocco di stile.



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