Berlusconi vende il Milan: closing ufficializzato da Fininvest!

Berlusconi Milan

Inutile negarlo, il calcio non sarà più lo stesso senza Silvio Berlusconi. Dopo 31 anni e 29 trofei messi in bacheca l’ex Cavaliere lascia il Milan al gruppo cinese Rossoneri Sport Investment Lux, guidato dall’imprenditore Li Yonghong, che di fatto è il nuovo proprietario della società rossonera.

Dicevamo di una storia d’amore ultratrentennale, fatta di passione, di polemiche, di gol, di grandi acquisti e cessioni inaspettate. Un modo di gestire una squadra di calcio come un’azienda. Sono pochi i grandissimi giocatori che a cavallo tra gli anni ’80, ’90 e inizio 2000 non abbiano indossato la maglia del Milan: Maldini, Baresi, Donadoni, Van Basten, Gullit, Tassotti, Rijkard e ancora, Nesta, Ibrahimovic, Shevchenko, Ronaldo, Savicevic, Papin… in ordine sparso. Siamo certi che se Cristiano Ronaldo o Messi avessero avuto qualche anno in meno, quasi certamente avrebbero giocato nel Milan di Berlusconi.

Celebri i suoi arrivi a Milanello con l’elicottero, così come le sue battute. E i suoi pupilli, per i quali non ha mai nascosto le sue preferenze. Savicevic, ad esempio, era il suo calciatore ideale, allo stesso modo con cui il dirimpettaio Moratti impazziva per Recoba.

Dopo l’ingresso in politica di Berlusconi qualcosa cambiò. Il Presidente aveva molti più impegni e la squadra era sempre meno assistita dal suo numero uno, anche se Adriano Galliani, plenipotenziario rossonero, non faceva mancare mai la sua presenza. Splendidi i derby con l’Inter di qualche anno fa, con scambio di frecciatine simpatiche e mai volgari tra i due presidenti.

Tuttavia, a livello europeo il Milan non era più la “squadra che tremare il mondo fa!”. La crescita in Italia della Juventus, con la potentissima FIAT alle spalle, e l’arrivo a livello europeo dei “petroldollari”, hanno fatto capire a Berlusconi che il suo impegno e la sua forza economica non erano più sufficienti per competere ad altissimi livelli.

Di qui la decisione. Vendere. Appoggiata anche da figli (dicono i ben informati). Ma trovare un compratore non era facile anche perché Berlusconi chiedeva 740 milioni di Euro, più l’impegno a rinforzare la squadra in maniera pesante.

E se dai Paesi del Medio Oriente, nessuno ufficialmente si è fatto vivo, dalla Cina, in cui si trova anche il proprietario dell’Inter Suning, è arrivata l’offerta colossale.

E così, oggi Fininvest ha emesso oggi un comunicato che ufficializza tutto. “Fininvest ha oggi finalizzato la cessione alla Rossoneri Sport Investment Lux dell’intera partecipazione, pari al 99,93%, detenuta nell’AC Milan. La finalizzazione odierna dà piena esecuzione al contratto di compravendita firmato dall’amministratore delegato di Fininvest, Danilo Pellegrino, e da David Han Li, rappresentante di Rossoneri Sport Investment Lux, il 5 agosto 2016 e rinnovato il 24 marzo scorso. Gli estremi dell’accordo sono quelli resi noti a suo tempo e prevedono una valutazione complessiva dell’AC Milan pari a 740 milioni di Euro, comprensivi di una situazione debitoria stimata al 30 giugno 2016, come da intese fra le parti, in circa 220 milioni di Euro. A quanto incassato da Fininvest si aggiungono 90 milioni di Euro a titolo di rimborso dei versamenti in conto capitale eseguiti dalla stessa Fininvest a favore del Milan dal 1° luglio 2016 ad oggi. Gli acquirenti hanno confermato l’impegno a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di AC Milan. Nella giornata di domani, venerdì 14 aprile, l’Assemblea dei Soci dell’AC Milan riunita in prima convocazione provvederà, fra l’altro, a deliberare in ordine alla nomina dei nuovi organi sociali della società. Rossoneri Sport Investment Lux si è avvalsa di Rothschild & Co. come advisor per gli aspetti finanziari e degli Studi Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners per gli aspetti legali. Fininvest è stata assistita da Lazard e dallo studio Chiomenti rispettivamente per gli aspetti finanziari e per quelli legali.

Finisce l’era Berlusconi, uno degli ultimi appassionati di questo sport meraviglioso, che oggi, forse, ci piace un po’ meno rispetto al passato.

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