Bruno Nardelli per Liu Jo Luxury punta su prezzo e qualità

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Ci sono imprenditori che hanno il coraggio di andare oltre le convenzioni. Credere nelle proprie idee e convinzioni, frutto di studi approfonditi, è una sorta di mantra per Bruno Nardelli, amministratore delegato e direttore creativo di Liu Jo Luxury, che in pochissimi anni ha saputo regalare notorietà e personalità al brand.

Non era facile, ma Bruno Nardelli è riuscito nella sua iniziativa ed oggi Liu Jo Luxury, è considerato a ragione uno dei marchi più ambiti e considerati. Il gradimento riscosso dalla nuova collezione di orologi, presentata a Baselworld ne è una testimonianza, ma il successo di questo marchio nasce da un’iniziativa imprenditoriale ben congegnata che va ben oltre. Noi abbiamo incontrato Bruno Nardelli a Roma ed abbiamo avuto modo di farci un quadro più chiaro dei progetti e della mentalità di questo giovane manager e imprenditore italiano.

Liu Jo è un brand conosciuto in tutto il mondo. Liu Jo Luxury, si è imposto all’attenzione da subito. Come avete fatto in così poco tempo a creare un marchio tanto forte?

Abbiamo puntato sull’italianità dello stile di un prodotto di qualità, che ci permette di proporci al consumatore a prezzi ragionevoli.

Lei, da imprenditore, come inquadra l’inserimento dei prodotti di lusso in un mercato comunque congestionato?

Se questo genere di prodotto viene contestualizzato a dovere, proposto con il giusto prezzo e la giusta qualità, riesci sempre a trovare una collocazione. Credo sia fondamentale lavorare molto con gli strumenti di marketing, poiché aiutano a trasmettere il “messaggio”: noi investiamo moltissimo in questo canale e sui social, nei quali crediamo fortemente, poiché riescono a colpire le fasce più giovani, quelle che innovandosi ed informandosi riescono a comprendere il concetto di lusso accessibile.

Lei pensa che in questo momento sia giusto ampliare gli investimenti nei canali marketing e comunicazione rispetto al passato?

Assolutamente sì. Attraverso questi canali è possibile far emergere le qualità dell’azienda e trasmetterle poi al consumatore finale nel modo migliore.

Che momento vive il mercato italiano?

In questo momento lo trovo molto complesso, ma quel che è peggio è che vedo i rivenditori che non riescono a rinnovarsi. Ed è per questo che noi stiamo uscendo dal canale tradizionale del multimarca, per lavorare molto sul retail e sui gruppi di acquisto specializzati, che riescono a trasmettere in maniera veloce e dinamica il prodotto al consumatore.

Come ha risposto la clientela a questo vostro modo di fare commercio?

In maniera significativa. Oggi il consumatore ha poco tempo: vuole conoscere il prodotto che acquista alla perfezione e lo vuole al giusto prezzo. Se si riescono a miscelare alla perfezione queste due componenti, si hanno opportunità importanti di avere successo.

Qual è la vostra nuova frontiera?

Essere leader nel segmento del prodotto fashion accessibile. Un obiettivo che richiede una sorta di rivoluzione nell’approccio all’organizzazione aziendale, al prodotto e al mercato. La sfida s’incentra in primo luogo sul prodotto, che deve consentire al consumatore di esprimere la propria personalità, senza tuttavia essere di nicchia. Si mira infatti ad un ampio target di potenziali acquirenti.

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