Cambiare lavoro, business, attività, professione…

Cambiare lavoro

Abbiamo ormai compreso che per sopravvivere e prosperare nei periodi di crisi, dobbiamo cogliere le opportunità che si presentano e valorizzare le nostre capacità e competenze: ma come facciamo a capire come orientarci per cambiare lavoro, attività, professione?

Partiamo da un presupposto di base: nessuno ha la palla di vetro, nemmeno e tanto meno noi. Anche perché, se l’avessimo, vivremmo ricchi e agiati da qualche parte. Non credete mai ai falsi guru che vi promettono guadagni facili con poco sforzo: non dicono la verità perché, se tutto fosse così facile, loro stessi vivrebbero da nababbi in qualche bel posto. Allo stesso modo non dovete riporre fiducia in quelli che possiamo definire i “maghi della finanza”, quelle persone che vi chiedono di investire sulla base dei loro infallibili consigli. Se fossero così in grado di capire quando iniziare un investimento e quando uscirne ci sarebbe subito da chiedersi: caspita, visto che sono così bravi, perché lavorano ancora e non sono già ricchissimi?

Presupposti fondamentali

Non illudiamoci: cavalcare i momenti di crisi richiede preparazione e sacrificio. Con una ulteriore postilla da non dimenticare mai: spesso non basta mettersi all’opera di buona lena quando il problema o l’opportunità si sono già presentati. Anzi: bisogna prepararsi prima ad affrontare i mutamenti evolutivi non solo psicologicamente ma anche praticamente. Della serie: qual è il vostro piano B? E ancora: avete mai pensato, quando eravate tranquilli e navigavate sicuri sull’onda del benessere, a costruirvi una soluzione alternativa? Siete stati previdenti ed avete fatto l’assicurazione contro la crisi? La verità è che bisogna essere già preparati a rispondere al cambiamento.

I nuovi lavoratori

Proviamo a fare mente locale: i lavoratori del prossimo futuro cambieranno occupazione e posto di lavoro mediamente per 7 volte nell’arco della loro carriera professionale. Il risultato è la generalizzata percezione di enorme insicurezza che aleggia nel mondo del lavoro. In realtà, se ci pensiamo bene, questo cambiamento può essere spiegato attraverso una metafora di facile comprensione: è stata semplicemente riallocata la responsabilità della sicurezza e della stabilità della propria carriera professionale che, se prima era nelle mani dei datori di lavoro, ora è completamente nelle mani dell’individuo.  Ancora una volta, quello che conta non è il posto fisso in un’unica azienda per tutta la vita ma la continuità professionale, ovvero lo sviluppo di una carriera lavorativa che, pur vedendoci cambiare lavoro, attività, business più volte, non mostri pause (se non quelle fisiologiche) tra i diversi periodi.

Pronti all’azione

E, allora, quello che bisogna fare per non farsi trovare impreparati in questo nuovo scenario è mettere a punto le definizioni di “sicurezza” e “stabilità” applicate alla sfera lavorativa e, al contempo, dar vita alle giuste strategie per prendere il controllo della propria carriera. Ci sono molte domande a cui rispondere: come posso rimettermi in gioco? Qual è la strategia giusta per mettere il turbo alla mia attività? Quali sono i miei punti di forza? E soprattutto: cosa mi piacerebbe fare nella vita? Ma andiamo con ordine. Tenere in considerazione le proprie passioni è fondamentale, ma avere una strategia è imprescindibile per ottenere risultati in tempi di crisi. Occorre avere idee chiare su obiettivi, possibilità e skill di ciascuno di noi. Senza dimenticare che bisogna fare tesoro delle proprie conoscenze e saper sfruttare al massimo il networking: anche le nuove conoscenze fatte in un momento di relax, magari davanti a un bicchiere di vino, possono dare nuova linfa vitale alla carriera professionale, rinvigorirla e magari portarla su strade ancora non battute. In poche parole, bisogna avere almeno un piano, una strategia ben studiata per raggiungere i propri obiettivi. Ancora meglio sarebbe avere un piano A, un piano B e magari anche un piano C. Non bisogna essere disoccupati per avere un piano B. Ci sono sempre più persone che, anche con una carriera ben avviata, si stanno dedicando a tracciarne uno. E i motivi sono i più disparati: inseguire i propri sogni, un lavoro non più soddisfacente, il desiderio di una vita migliore e più consona ai propri desideri. Nel prossimo numero, ci concentreremo su come sviluppare un piano B.

A cura di Angelo Deiana

Tratto da Uomo&Manager di Febbraio 2017

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