Tutto inizia dalla passione…

Di tanto in tanto, mi piace soffermarmi a tirare qualche somma, di quello che ho realizzato, di come ci sono arrivato, dei tempi che ho impiegato. E l’estate, si sa, offre sempre qualche momento di riflessione in più, magari sotto l’ombrellone al mare durante il week end, o passeggiando di sera al chiaro di luna, magari al porto, luogo che io adoro e dove ho concepito le mie idee migliori.

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La moda un business? Sì…

È indubbiamente uno dei periodi che preferisco. Il caldo non è ancora asfissiante, ma il sole ti scalda l’anima, il cielo è limpido e, inutile nasconderlo, l’arrivo della bella stagione porta con sé una nuova carica. C’è chi fa nuovi progetti di lavoro, trovando ispirazioni sempre più innovative, chi invece, tende a consolidare quanto fatto. E c’è chi pensa a rinnovare la propria immagine, partendo certamente dal look, fino ad arrivare agli accessori o magari alla propria gamma di device.

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Impariamo a difendere le nostre idee

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum recita un vecchio adagio. Ma quando è davvero giusto fermarsi? Qual è il limite che determina la fine di un progetto e l’inizio di un potenziale successo? La storia è piena di casi in cui grandi fallimenti si sono trasformati in mostruosi successi ed enunciarli sarebbe davvero impossibile. E altrettanti sono gli imprenditori che hanno abbandonato le proprie iniziative per paura (e mi ricollego al mio pensiero del mese scorso in questa rubrica) di commettere errori clamorosi, salvo poi accorgersi nel tempo che sarebbero bastati piccoli accorgimenti per invertire la rotta e arrivare al coronamento di un sogno.

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Ciao Andrea…

Ci sono persone che entrano ed escono dalla tua vita con una velocità impressionante. Lo fanno senza lasciar traccia di sé, forse perché non ne hanno interesse. Altre invece, ti rimangono dentro per sempre. Un sorriso, una pacca sulla spalla, una battuta, magari un confronto professionale. E quando queste, improvvisamente vengono a mancare, ti senti un vuoto incredibile.
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Imprenditori, via il freno a mano!

È un momento storico decisamente particolare questo, una sorta di spartitraffico temporale tra due ere e come tale viene vissuto con uno stato d’animo incerto. Ci sono sicuramente segnali positivi, schiarite importanti all’orizzonte che sembrano regalare un cauto ottimismo, che in molti cercano di gestire. Un po’ come quando si acquista un’automobile nuova e si presta attenzione a non sforzare troppo il motore prima della fine cosiddetto rodaggio. Il mondo dell’economia sta tentando faticosamente di rimettersi in piedi, anche perché forse si è capito che l’immobilità non potrà mai portare nulla di buono.

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Problemi, il nutrimento della nostra vita

Tutto passa. A tutto c’è rimedio. Quello che non uccide fortifica. Quante volte nell’arco della nostra vita ci siamo sentiti ripetere nelle orecchie queste frasi, che contengono tutte un fondo di verità, ma che in certi frangenti rifiutiamo di accogliere. Problemi, tutti ce li hanno, ciascuno li affronta a modo suo. Se proviamo a guardarci indietro, ripercorrendo le tappe fondamentali della nostra vita, penso che difficilmente qualcuno di noi possa dire di non aver mai dovuto far fronte ad una situazione difficile, che al momento in cui si è presentata appariva alla nostra percezione irrisolvibile. Ma come si tratta un problema?

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Impresa, scacco matto in 3 mosse

Le nostre aziende hanno bisogno di manager capaci per essere competitive sul mercato. Lo abbiamo detto e ripetuto, ma vogliamo ricordarlo ancora una volta come fosse un manifesto delle idee. Guadagnare, che poi è l’obiettivo di qualsiasi attività si svolga, non è oggi molto facile: la gente ha paura, è restia a spendere quei pochi soldi che ancora rimangono in tasca, in virtù dell’incertezza di un momento che sempre più sta acquisendo i connotati della normalità.

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Experience, molto più di una parola

Experience. Parola gradevole da pronunciare che fa “molto fico” e che in più di un’occasione ho sentito proporre a platee affamate di termini anglosassoni, ormai sempre più parte integrante del nostro vocabolario. Ma cos’è l’experience? Tradotto, molto banalmente, significa esperienza, ma se analizziamo e rapportiamo questo termine alla nuova era imprenditoriale e di vendita diretta, experience acquisisce un valore intrinseco che può alle volte determinare il successo o meno di un’iniziativa lavorativa.

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A 40 anni non si è vecchi… per il lavoro!

Una volta si diceva: la vita inizia a 40 anni. Oggi, sicuramente non è più così, almeno dal punto di vista professionale. Il momento attuale è davvero delicato: al di là di quello che ci propinano, la crisi è ancora in atto e sono molte le aziende che ogni giorno sono costrette a chiudere o ad operare tagli di personale. E purtroppo molto spesso questi tagli riguardano professionisti ed impiegati non più giovanissimi.

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I ponti del 2016? Pensiamo a lavorare!

Nel mio precedente editoriale, invitavo ad accogliere il nuovo anno abbracciando tutte le opportunità che questo porta con sé, insieme alle speranze per un futuro migliore. La storia ci insegna che quando si è a terra, l’unico modo per ritirarsi su è quello di rimboccarsi le maniche e lavorare all’inverosimile. Questa è la mia cultura ed il mio credo…

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Benvenuto 2016! Ricominciamo a credere…

Ricominciare non è mai facile, non lo è mai stato per nessuno. Ma è una necessità più o meno per tutti. Ogni giorno, se ci pensiamo bene, ricominciamo qualcosa. Ci alziamo dal letto, facciamo colazione, andiamo a lavorare e così via.

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Mourinho e l’arte di vivere di rendita

Ci sono manager che si alzano alle 5 di mattina, bevono il loro caffè, si fanno barba e doccia, si infilano il vestito e iniziano la loro giornata, consapevoli di dover portare a casa la pagnotta. E questo, lo sanno bene, è possibile solo sudando le proverbiali sette camicie. Lo fanno per tutta la vita perché sono consapevoli del fatto che chi si ferma è perduto. Questo avviene in ogni ambito lavorativo, a parte uno, quello del calcio: il caso Mourinho ed il suo licenziamento dal Chelsea ne è una testimonianza.

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