CEO, più fiducia ma niente assunzioni

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Che qualcosa stia cambiando nel mondo dell’economia? Che la crisi si stia spegnendo pian piano? Un raggio di sole illuminerebbe certamente le giornate buie di tutti quanti.  È salita di 1,2 punti a quota 56,3 la fiducia dei CEO nel business e nell’economia italiani, sulla scia delle migliori previsioni di vendita conseguenti alla svalutazione dell’euro.

Nonostante il miglioramento, il livello di fiducia italiano resta inferiore al livello di fiducia UE complessivo pari a 61,2 e a quello della periferia dell’eurozona pari a 60,4. Questo, quanto emerge dal focus sull’Italia dell’ultimo Global Pulse Confidence Index, l’indagine trimestrale di YPO che misura la fiducia dei CEO nel business e nell’economia.

“Il tasso di cambio più favorevole alle esportazioni ha reso i CEO italiani più ottimisti circa le previsioni di crescita delle vendite nei prossimi 12 mesi”, ha dichiarato Ludovico Maggiore, chapter chair di YPO Italia. “Tuttavia, le sfide strutturali tra cui la regolamentazione economica e fiscale complessa e instabile, il debito sovrano oneroso, la contrazione economica, e l’alto tasso di disoccupazione continuano a pesare sul clima di fiducia, motivo per cui, negli ultimi due anni, gli imprenditori italiani sono stati meno ottimisti rispetto alle loro controparti in molti altri paesi UE”.

Principali risultati in Italia

Le previsioni di vendita migliorano: La maggior parte dei CEO italiani intervistati nel mese di gennaio (61%) prevede che il loro fatturato crescerà di almeno il 10% nel corso dei prossimi 12 mesi:un netto miglioramento rispetto al sondaggio di ottobre, quando solo meno della metà degli intervistati (43%) lo riteneva possibile. L’indice di fiducia YPO nelle vendite per l’Italia, che misura la fiducia sulla crescita delle vendite, sale di 2,5 punti a 63,1, in territorio saldamente ottimista, ma sempre comunque inferiore al livello di fiducia UE pari a 68,5.

Nessun miglioramento a breve termine è invece previsto sul fronte mercato del lavoro: infatti, i dirigenti delle imprese continuano a non essere pronti ad assumere nuove risorse. Il livello di fiducia italiano nell’occupazione è salito di 1,1 punti a quota 52,5, vicino alla tacca neutra della scala. Sono più di tre anni che il livello di fiducia italiano oscilla intorno a quota 50. La stragrande maggioranza dei CEO italiani intervistati nel mese di gennaio (71%) si propone di mantenere invariato il numero di dipendenti, senza licenziarne, né aggiungerne di nuovi.

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