Ci può essere amicizia fra manager concorrenti?

Amicizia fra manager

Una domanda semplice, ma che mi pongo leggendo e parlando con alcuni colleghi di vari settori e non solo. È nato prima la gallina o l’uovo? Ci può essere amicizia fra un uomo e una donna? È un po’ simile questa domanda, agli esempi che ho citato. Perché in realtà quello che noto sempre più spesso è che fra manager, specialmente dello stesso settore, c’è una grande rivalità e questo può essere un elemento che porta qualche malumore fra due professionisti.

Può sembrarvi banale quello che sto affermarlo, ma in realtà non lo è ed ha un filo logico ben preciso con quello che vorrei arrivare ad esprimere. Immaginate di aver studiato per diventare professionisti di un determinato settore e che a farlo con voi, ci fosse stato un collega che, nel tempo, è poi diventato vostro amico.

Una volta raggiunti (si presuppone) i medesimi risultati cosa accade dell’amicizia suddetta? Ci sono due strade: o si diventa colleghi o si prendono direzioni diverse, salvo poi scoprirsi competitor nello stesso settore, lavorando per due o più aziende in corsa per un obiettivo. Questo, inevitabilmente, può portare qualche tensione, che potrebbe in alcuni casi sfociare in qualcosa di più. In liti, accuse, sensi di inferiorità che si manifestano improvvisamente e per i quali si incolpa l’(ex) amico. Ma vi sembra normale tutto questo? A me onestamente no.

In primo luogo credo che ciascuno di noi, nel proprio lavoro come nella propria vita privata, sia obbligato a dare il meglio di sé in quello che fa e doversi giustificare, anche con un amico, per aver dato il massimo e aver ottenuto risultati migliori di qualcun altro, penso sia veramente assurdo. Inoltre, credo che se le amicizie sono autentiche e non basate su fattori di interesse, non si può, nel caso si venga “battuti sul campo”, che stringere la mano al proprio dirimpettaio e complimentarsi. Non solo. La battuta d’arresto dovrebbe, per “lo sconfitto” servire da sprone a migliorarsi e a recuperare terreno nei confronti di chi gli è stato superiore. Nella maggior parte dei casi però, ciò non avviene. Ci si trincera dietro una delusione giustificabile ma che non può e non deve essere messa a scudo di una mancata assunzione di responabilità.

Per questo sono e resto convinto che l’amicizia fra manager, anche se questi sono rivali, non possa essere messa in discussione. Si può essere colleghi e amici, rivali e amici… Ma qual è il fattore che non può e non deve mai mancare, l’ingrediente segreto indispensabile nella vita e, in questo caso, nei rapporti fra colleghi-amici? Il rispetto. Parola chiave che troppo spesso viene messa da parte con la giustificazione di seguire presunte priorità imposte da un mondo del lavoro che corre velocemente e che non aspetta nessuno. Ma se è vero che il business non può fermarsi, sarebbe il caso di tanto in tanto, di prendersi una pausa per comprendere la direzione verso la quale stiamo andando e se accanto a noi, ci sono valori umani che stiamo trascurando in nome del fattore denaro. Come ho detto e scritto più volte in questa rubrica, continuo fermamente a credere in determinati valori e l’amicizia è uno di questi.

Inoltre, la vita mi ha insegnato che nelle sue incredibili parabole, che giammai scrittore o narratore potrebbe anche solo arrivare ad ordire, chi oggi si presenta come tuo alleato, potrebbe essere domani il tuo nemico, ma anche viceversa.

Pertanto, dal canto mio, continuo a credere che l’amicizia tra manager non solo sia possibile, ma sia anche utile ai fini della nostra attività professionale stessa, per tutte le ragioni che ho evidenziato nelle righe precedenti. E poi, non dimentichiamolo, il lavoro è solo parte della nostra nostra esistenza, così come gli amici: gli uomini sono esseri sociali e, da soli, non sono mai andati molto lontano.

Tratto da Uomo&Manager di Aprile 2017

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