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Come entra internet nel mondo reale?

La prima lezione che si insegna su un campo di addestramento per cani è che i nostri amici a quattro zampe comunicano prima con l’olfatto, poi con l’udito ed infine con la vista, anche quando parlano con noi. Questo ci dice che oltre alla parola b, una tematica affrontata da diversi studi accademici.

L’era dell’esperienza

Eppure nell’attuale era dell’Informazione, dove la comunicazione è prevalentemente testo, immagini, video e audio, le analisi si sono sempre limitate a vedere cosa scriviamo o leggiamo, o su cosa clicchiamo. Un po’limitante no?

L’Era dell’Informazione è legata a filo doppio alla nascita e all’evoluzione di Internet. Quest’ultimo sta cambiando già da qualche anno, o meglio sta mutando il modo con cui viene utilizzato.

La rete infatti non è più semplice accumulatrice di dati inseriti manualmente, ma si sta trasformando nel veicolo delle nostre esperienze. Stiamo andando verso qualcosa di più naturale, ossia l’Era dell’esperienza (https://techcrunch.com/2016/05/09/the-information-age-is-over-welcome-to-the-experience-age) dove si comunica il momento tramite le nostre azioni e senza la forzatura di dover pensare a cosa si vuole dire o scrivere. Snapchat, una delle app più gettonate del momento, ne è un ottimo esempio nella sua semplicità e facilità d’uso.

Internet delle cose (IOT)

Internet sta cambiando anche nella sua forma fisica, non solo passando dal desktop al mobile, ma anche arrivando su altri numerosi device. La rete ormai è ovunque: sui nostri orologi, dentro le nostre auto, abitazioni e perfino nei nostri vestiti, ecco perché si chiama Internet delle cose. Questo vuol dire che stiamo passando dall’era dell’Informazione a quella dell’Infrastruttura. (http://gizmodo.com/the-information-age-is-over-welcome-to-infrastructure-1701477972)

In un contesto simile non possiamo più pensare di conoscere i nostri utenti soltanto leggendo e accumulando testi. Sono sì uno strumento potentissimo ma che si concentra solo su un minimo aspetto della nostra comunicazione naturale.

Un mondo che comunica

Colossi dell’informatica e della rete hanno ormai da tempo percepito questa stretta tra internet e il mondo reale e ovviamente hanno iniziato ad investire in questa direzione. Qualche esempio?

Nel 2014 Google acquista Nest, una vera sorpresa per quel periodo. Solo due anni fa infatti, era difficile collegare un gigante dell’informazione con una società che produce un termostato rileva fumo. Oggi è chiaro che quello era un passo per spostare l’attenzione sul mondo reale (http://www.cnet.com/news/google-closes-3-2-billion-purchase-of-nest/).

Sempre nello stesso periodo Apple ha acquistato Metaio e poco dopo FlyBy, due dei maggiori player di Realtà Aumentata, mentre Facebook, con l’acquisto di Oculus Rift, si è ritagliato il suo spazio nella Realtà virtuale (https://www.facebook.com/Facebook360/).

Nel frattempo Amazon, che insieme ad IBM possiede la migliore infrastruttura per creare reti di dispositivi connessi, spinge per entrare nel mondo degli smartphone.

Tale fermento sta creando un ecosistema molto fertile: un mondo fatto di dispositivi che ci accompagnano in modo invisibile, che ci aiutano nella vita di tutti i giorni e con cui sappiamo comunicare in modo naturale, anche inconsciamente.

Un’occasione da non perdere

In questo scenario chi ha idee e sa realizzarle è il benvenuto, tutto è possibile! Essere presenti su questa rete di dispositivi con il proprio prodotto o con la propria strategia di marketing vuol dire poter accompagnare i propri clienti ed utenti in modo meno invasivo, senza la barriera di una tastiera e il filtro della lingua scritta.

È uno strumento potentissimo che va saputo sfruttare sia tecnicamente che strategicamente, tenendo in considerazione limiti tecnici ed etici.

Vi sono due strade per cominciare a conoscere questo mondo:

Se ci sono già produttori di dispositivi che coprono il nostro mercato, si può scegliere di affidarsi a loro per crearvi sopra un servizio per i nostri utenti. Il caso dei braccialetti intelligenti che ci accompagnano nell’attività fisica ne è un chiaro esempio. Questi danno la possibilità di comunicare con l’utente non solo tra una sessione di fitness e l’altra ma per tutto il resto del tempo.

In alternativa, ci si può appoggiare a dispositivi generici. E’ possibile ad esempio aumentare la comunicazione dei propri punti vendita usando dei semplici beacon, che seguono e accompagnano il cliente, reagiscono ai suoi spostamenti e lo aiutano nell’esperienza di acquisto.

Un mondo virtuale già connesso

La Realtà Virtuale rappresenta il primo passo per cercare di aiutare l’utente medio a comunicare in modo più naturale su internet. (http://www.araundu.it/blog/2016/06/13/realta-aumentata-realta-virtuale-differenze-ed-esempi/). L’idea di base è quella di ricreare il mondo attorno e permettere all’utente di viverci dentro, rendendo ogni singola interazione analizzabile e interpretabile.

Se ricreiamo lo scaffale di un supermercato per esempio, e permettiamo all’utente di scegliere i suoi prodotti camminandoci di fronte, potremmo sapere cosa guarda più spesso e in quale ordine, quali prodotti sceglie e quali invece ripone.

La stessa esperienza può essere ricreata anche su un sito web semplicemente inserendo un oggetto 3D all’interno del nostro sito. In questo modo si permette all’utente di interagirvi come se fosse reale, senza bisogno di compilare lunghi form per scegliere modello e colore.

 A portata di tutti!

Ma quali sono i costi? Dipendono dall’impegno che un’azienda impiega nella comunicazione. Non bisogna essere giganti dell’informatica o multinazionali per poter entrare in questo nuovo mondo, le opportunità sono ancora tante, c’è ancora molto spazio per espandersi.

 

Tratto da Uomo&Manager di Luglio/Agosto 2016

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