Dalle auto elettriche alle valutazioni online…

Non ci sono dubbi sul fatto che anche in Italia per il settore della mobilità verde esista un ampio potenziale di crescita; qualche mese fa, è stata inaugurata la prima stazione Supercharger di Tesla a Dorno, ed è forse anche sulla scia di iniziative coraggiose come questa (seguita, negli ultimi mesi, dall’apertura di nuove stazioni a Modena, Verona, e Aosta) che si registra in tutta la Nazione un boom nell’immatricolazione di veicoli elettrici e ibridi.

In linea con la ripresa generale di un mercato dell’auto che sembrerebbe aver finalmente recuperato il suo dinamismo, anche il segmento dei veicoli a basse emissioni inquinanti ha fatto registrare numeri da record; nei primi tre mesi di quest’anno, l’incremento delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2014 è stato rispettivamente del 297%, dell’82,5% e del 138,7%, e in questi primi cinque mesi del 2015 le auto elettriche rispondono per l’1,6% delle vendite complessive, con 2.161 vetture ibride immatricolate nel solo mese di maggio.

A fronte di dati sicuramente incoraggianti, ci si può chiedere se abbia contribuito in tal senso anche la crescita di siti e portali dedicati alla quotazione dell’usato che semplificano – e non poco – la vita dei proprietari intenzionati a liberarsi velocemente dei propri mezzi senza passare per le ‘forche caudine’ di concessionarie ed esperti di valutazione, magari con l’obiettivo di approfittare degli eco-incentivi offerti da diverse regioni italiane come, ad esempio, la riduzione parziale o totale dal pagamento del bollo. Gli strumenti a disposizione sono effettivamente molti, e nell’era di internet il ricorso al metodo tradizionale degli annunci si può considerare, per molti aspetti, come qualcosa di obsoleto.

Stiamo assistendo, dunque, a una silenziosa rivoluzione che sta cambiando radicalmente il nostro approccio alla mobilità? È forse troppo presto per dirlo, e in ogni caso il cammino da percorrere sembra ancora lungo, non solo se si compara il numero di veicoli elettrici in Italia con la media di altri Paesi europei ma anche il ricorso a soluzioni per la smart mobility. Se da alcuni mesi Filld permette agli automobilisti rimasti a secco nella Silycon Valley di ordinare il rifornimento a distanza grazie all’autocisterna dell’impresa, la domanda a questo punto è d’obbligo: dopo le ire dei tassisti italiani scatenate da Uber, ci aspetta in futuro un braccio di ferro anche con i distributori di carburante?

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *