È morto Tomas Milian: ci ha fatto ridere e riflettere

Tomas Milian

Chi non l’ha amato, alzi la mano. Chi della nostra generazione, quella dei Millennials, e di quella precedente non ha mai visto un film di Tomas Milian? Oggi ci ha lasciato, all’età di 84 anni, a causa di un ictus nella sua casa di Miami. Il suo personaggio di Nico Giraldi gli ha permesso di ottenere un grande successo e di essere conosciuto in Italia. Lui cubano di nascita, è diventato grazie all’ispettore Giraldi un simbolo dell’uomo medio italiano di un’epoca, quella degli anni ’70-80.

Rude, dissacrante, spudoratamente ironico nei suoi modi di affrontare le varie disavventure del suo personaggio più famoso. In coppia con Bombolo (al secolo Franco Lechner), ci ha divertito e fatto piangere, ci ha fatto dire sommessamente “così è troppo” e ci ha mostrato il bello ed il brutto di un sistema burocratico intero, facendoci riflettere su molte cose.

Ma Tomas Milian non può essere ricordato solo per i personaggi del poliziotto Nico Giraldi e per quello de Er Monnezza. Ha lavorato con Alberto Lattuada, Valerio Zurlini, Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini; ha preso parte con Claudia Cardinale in I delfini e Il bell’Antonio, Gli indifferenti e Ruba al prossimo tuo. Più recentemente ha partecipato, con ruoli non certo di primo piano, ma comunque importanti a film come JFK di Oliver Stone, Traffic di Steven Soderbergh e The Lost City di Andy Garcia.

Insomma, un attore completo, che ci ha regalato momenti indimenticabili di cinema. Un uomo semplice che non è mai stato al centro di scandali. Qualcuno se lo era dimenticato. A noi, invece, piace ricordarlo. Ma soprattutto ci piace ringraziarlo per averci fatto vivere e conoscere una realtà che fa parte della nostra cultura.

Non incarnava certo l’immagine del gentleman o dell’uomo elegante, ma era comunque un professionista dal grande appeal e dal carisma ineccepibile.

 

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