Gucci, l’azienda preferita del sud Italia

In occasione della prima edezione di Regional Randstad Award 2016 è emerso un dato molto importante: la Maison Gucci conquista completamente il benestare del Sud Italia. La serata è stata attesa con fervore da tutti i leader del settore, al centro degli sguardi il riconoscimento annuale per le aziende più attive sul territorio e per i datori di lavoro che più eccellono.

In base a dati stimati come sicurezza del posto di lavoro, atmosfera di lavoro piacevole ed altri fattori importanti per la scelta dell’azienda in cui andare a lavorare, è emerso quindi che Casa Gucci rispecchia maggiormente questi punti fermi.

La ricerca ha misurato il livello di attrattività percepita delle aziende dell’Italia meridionale da parte dei potenziali dipendenti, ovvero quanto e per quali fattori sono capaci di “attirare l’attenzione” di chi cerca lavoro o vuole cambiarlo. Lo studio è stato condotto fra aprile e maggio 2016 intervistando 4.000 persone, fra studenti, lavoratori e disoccupati, di età compresa fra 18 e 65 anni, suddivisi per genere, fasce di età e livello di istruzione. Sono state analizzate 10ildenaro0 imprese con un numero di dipendenti compreso fra 200 e 999, attive in 10 settori merceologici.

“In un momento in cui il Paese esporta molti talenti all’estero ma incontra difficoltà ad acquisirli e trattenerli, l’investimento delle aziende in employer branding diventa sempre più un elemento chiave per restare competitivi sul mercato – afferma Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia -. L’immagine che l’azienda si costruisce incide sulla capacità di attirare e trattenere risorse: conoscere la percezione dell’opinione pubblica consente ai datori di lavoro di migliorare le proprie strategie di gestione delle risorse umane”.

Dai risultati dell’indagine emerge che Gucci è l’azienda più attrattiva dell’Italia meridionale per i potenziali dipendenti, con il 73,4% delle preferenze fra gli intervistati.

Nel Sud Italia, i settori merceologici più ambiti dai potenziali dipendenti italiani sono quello dell’abbigliamento e degli accessori, indicato dal 68,3% del campione, l’industria dei beni di largo consumo, che ha raccolto il 66% delle preferenze, e il farmaceutico, scelto dal 63,8% degli intervistati.

Il principale fattore considerato dai potenziali dipendenti per valutare un’azienda e un posto di lavoro è la retribuzione, indicata da oltre metà del campione (53%), seguita da sicurezza del posto di lavoro (52%), atmosfera piacevole del posto di lavoro (48%), work-life balance (42%) e solidità finanziaria (39%).

La ricerca del Regional Randstad Award inoltre ha approfondito il tema della flessibilità del posto di lavoro e dello smart working tra i lavoratori del Sud Italia. Quasi metà dei lavoratori (il 46%) preferirebbe lavorare con un orario diverso ogni giorno, il 15% per più ore al giorno ma meno giorni alla settimana e l’8% vorrebbe lavorare più giorni una data settimana e meno quella successiva. Soltanto il 30% degli intervistati resta affezionato alla settimana di lavoro standard.

Per quanto riguarda lo smart working, invece, il 37% del campione preferirebbe lavorare a distanza occasionalmente, il 22% lo farebbe un numero fisso di giorni alla settimana, mentre il 10% vorrebbe addirittura lavorare sempre a distanza. Solo il 30% preferirebbe restare in ufficio.

Circa metà degli intervistati (il 46%) è soddisfatta del proprio attuale orario di lavoro, mentre il 47% è disposto a lavorare di più a fronte di una retribuzione maggiore. Solo il 2% accetterebbe di lavorare di più senza ricevere un aumento, mentre il 6% confiderebbe una riduzione dello stipendio se accompagnata da una diminuzione dell’orario di lavoro.

Altro dato importante emerso ai fini del progetto Regional Randstad Award 2016 è quello sulle principali motivazioni per diminuire l’orario di lavoro. Innanzitutto il bisogno di ridurre le stress e di avere più tempo a disposizione per dedicarsi alle proprie passioni o alla famiglia. Il 73% lo farebbe per avere più tempo libero in generale, mentre il 62% per condurre una vita più sana e meno stressante. Segue un 44% che sfrutterebbe un minore impegno lavorativo per dedicarsi allo sport e coltivare un hobby e un 39% che passerebbe più tempo con i figli.

 

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