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Il fotovoltaico è ancora un settore su cui puntare?

Egenera

Nei primi anni del 2000 le energie rinnovabili hanno subìto una forte spinta, supportata da importanti incentivi e concessioni, ma agli occhi di chi non è del settore sembra che la crescita si sia arrestata. Raffaele Confidati, Presidente di Egenera – specializzata in soluzioni sostenibili, gestione e risparmio dell’energia, domotica e automazione – guida un team di giovani esperti orientati all’innovazione e ci ha aiutato a fare chiarezza sulla questione.

Come nasce Egenera e di cosa si occupa?

Egenera nasce nel 2008 dall’incontro di 4 ingegneri con consolidato know-how nei settori dell’impiantistica, dell’automazione, delle tecniche di calcolo strutturale e nella realizzazione di bandi pubblici. Nel corso degli anni, la famiglia si è ingrandita ed oggi il gruppo è composto da uno staff altamente professionale che sviluppa e condivide progetti, idee e lavoro, in un’ottica di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Oggi Egenera è una ESCo certificata UNI CEI 11352:2014 (Energy Service Company) e offre servizi e impianti finalizzati all’efficienza energetica agendo in tutti quegli ambiti in cui la combinazione dei diversi interventi può generare la riduzione del fabbisogno energetico e degli sprechi, congiuntamente ad un maggior utilizzo di energie rinnovabili.

Dopo il boom di qualche anno fa, come si è evoluto il settore delle energie rinnovabili?

Grazie al calo dei prezzi, soprattutto nel fotovoltaico, oggi non è necessario pensare a generosi incentivi per far crescere il contributo delle rinnovabili, che sono peraltro in continua evoluzione. Servono però importanti semplificazioni di tipo normativo, burocratico e fiscale. Il costante aumento dell’autoproduzione da rinnovabili potrà inoltre portare alla riduzione degli oneri di sistema con un ulteriore beneficio per cittadini, imprese e comunità, senza squilibrare la rete, ma innovandola e puntando sulle smart grid.

A che punto si trova l’Italia rispetto al resto d’Europa e al mondo?

L’Italia viaggia a ritmo spedito nella produzione di energia da fonti rinnovabili. I dati pubblicati da Eurostat sono confortanti tanto che all’inizio del 2016 la percentuale coperta dalle energie rinnovabili sul totale dei consumi corrisponde al 17,5%, mezzo punto percentuale in più rispetto al target fissato. L’avanzata è stata costante nel corso degli anni:  gli obiettivi per il 2030 di decarbonizzazione sono ambiziosi. Se ci mettiamo però a confronto con gli investimenti dei paesi in via di sviluppo, siamo notevolmente svantaggiati: l’afflusso di capitali nelle rinnovabili è aumentato del 19% negli Stati Uniti, del 17% in Cina, mentre sono diminuiti del 21% nell’Unione Europea. L’Italia è il quinto Paese a livello mondiale per potenza installata fotovoltaico, grazie agli investimenti degli anni passati, ma nel 2015 ha aggiunto appena 300 MW di potenza in più, dobbiamo quindi ritornare a programmare politiche di sostegno per non perdere la spinta e rimanere uno dei Paesi di traino insieme a Spagna e Germania.

Quanto è importante per voi investire in Ricerca e Sviluppo? Vi avvalete di partner?

Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sono vitali nel nostro settore, ogni anno ci ritroviamo a proporre soluzioni diverse e migliori rispetto all’anno precedente. È una condizione necessaria per rimanere all’avanguardia. Abbiamo condotto studi avanzati sull’idrogeno con l’università di Perugia e sviluppato un sistema di analisi e controllo dell’energia denominato Eraise (Egenera Remote Advanced Instrument to Save Energy) per il quale siamo stati premiati a Friburgo in Svizzera come Start-Up più innovativa.

Energie rinnovabili, bioedilizia e cogenerazione, diagnosi energetica e impiantistica industriale: su quale settore sta puntando l’Italia?

Un grande cambiamento è in atto: la quarta rivoluzione industriale. Un cambiamento sociale e tecnologico, che tramite l’inserimento di sensori in tutti gli oggetti che ci circondano, permetterà una connessione globale e un controllo remoto e automatizzato. Questa innovazione coinvolgerà tutti i settori dall’agricoltura all’industria, alla produzione di energia. L’Italia sta puntando ora a migliorare la digitalizzazione di tutti i nostri comparti industriali ed Egenera è pronta a fare la sua parte.

Come supportate aziende, strutture commerciali ed enti pubblici nella riduzione dei consumi?

Il primo passo è per noi la Diagnosi Energetica. Ci consente di realizzare una puntuale valutazione dei consumi di qualsiasi tipo di struttura, in modo da poter individuare centri di costo, sprechi e perdite da correggere con interventi mirati. Tramite il nostro sistema di monitoraggio (Eraise) installiamo una serie di sensori che dialogano tra loro e tramite un’interfaccia web si ha la possibilità di visualizzare tutti i dati raccolti in tempo reale. Con queste informazioni siamo in grado di proporre interventi solo dove è necessario, raggiungendo altissimi livelli di efficienza ed efficacia.

Quali sono i vostri obiettivi di crescita in Italia e all’estero?

Dopo l’ottenimento di numerose certificazioni di qualità e la garanzia di importanti rapporti commerciali, ci stiamo concentrando sul consolidare la vendita dei nostri servizi e impianti. All’estero continueremo a realizzare Diagnosi Energetiche per importanti catene di produzione come stiamo già facendo in Germania e ad installare strutture energeticamente autonome per la trasformazione dei prodotti ortofrutticoli in Guatemala, Kenya, Ruanda e Sud Africa.

Raffaele Confidati - Egenera

Tratto da Uomo&Manager di Maggio 2017

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