La Maturità Maschile? Siamo figli di… noi stessi!

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Di tanto in tanto, non so se capita anche a voi, mi soffermo a meditare sulla direzione che sta prendendo la mia vita. In primis mi sottopongo delle domande sul mio modo di pormi con gli altri, partendo dalla mia famiglia, fino agli amici ed all’ambiente di lavoro. Poi penso alla mia carriera, ai problemi, al mio modo di affrontarli e di riflettere.

Ma più di tutto mi piace confrontarmi sulla mia essenza di uomo, su come appaio ai miei stessi occhi. Ebbene raggiunta quella che in molti definiscono come l’età della ragione, mi rendo conto che, guardandomi alle spalle, vedo una marea di esperienze che hanno formato il mio carattere ed il mio modo di essere. “Chi mi ama, mi segua”, pensavo una volta. Ora, invece, le cose sono diverse nel concetto. Ciascuno di noi ha affrontato o sta affrontando un percorso di vita differente, ma che alla fine conduce tutti noi uomini verso la maturità maschile.

Di cosa si tratta? Mi riferisco a quel periodo della nostra vita in cui smettiamo di essere dei “ragazzi” e diventiamo “uomini”. Attenzione, può sembrare banale quello che state leggendo, ma dal mio punto di vista non lo è. Arriva un momento nella vita di un essere umano di sesso maschile, in cui qualcosa da dentro (la consapevolezza del proprio essere?) ti spinge verso determinate cose e ti fa convincere del fatto che prendere una direzione differente dagli altri, forse, non è poi così sbagliato.

Inizi allora a fregartene di molte cose per dare importanza ad altre. Un po’ come quando si diventa padri e se c’è da fare una scelta tra l’acquisto di una camicia per sé o un vestitino per il proprio figlio, si opta sempre per questa seconda scelta. E inizia anche a piacerti tutto questo… Diventare un uomo al giorno d’oggi, a mio giudizio, deve essere un impegno con sé stessi.

Un uomo non ha bisogno di molto per essere felice. I problemi ce li hanno tutti, quindi perché precludersi di godere a pieno della vita, facendoci offuscare la mente da situazioni che, tanto, in un modo o nell’altro, si risolveranno? Tanto vale dedicarci del tempo in più per coltivare le nostre passioni, guardare un film, fare una partita di calcetto con gli amici, prendere un gelato con la famiglia… E poi, ovviamente, prendersi cura di tutto ciò che si ama per sé stessi. Ovvero, non rinunciare a ciò che è importante come uomini in senso lato.

Le nostre piccole abitudini quotidiane, i nostri oggetti preferiti, i nostri rituali che ci permettono di gestire le giornate, dandoci certezze. Acquistare il giornale la mattina, ascoltare la radio in auto mentre si va al lavoro, per i più sportivi andare in palestra, sono semplicissimi gesti che ci mettono anni ad entrare nella nostra quotidianità, ma che ci fanno sentire sempre padroni della nostra vita. Ad alcuni potrà sembrare strano farsi la barba con lo stesso rasoio da 20 anni, utilizzando sempre la medesima marca di sapone: ma se questo è ciò che vi piace, che vi fa sentire bene con voi stessi, continuate a farlo! Lo stesso vale per mille e più cose: Apple o Android, Nike o Adidas, Gucci o Armani, BMW o Mercedes-Benz, caffè o cappuccino, mare o montagna. Se siamo ciò che siamo, lo dobbiamo unicamente a ciò che abbiamo costruito negli anni precedenti e sebbene in qualche caso la curiosità ci porti a sperimentare cose nuove, alla fine, sempre alle nostre certezze torniamo.

Il motivo è che queste certezze, sono figlie delle scelte fatte e che hanno contribuito a “disegnare” gli uomini che siamo diventati. Non potremmo mai essere nessun altro se non noi stessi. E chi ci critica per questo, beh, lo faccia pure. Non è più un “chi mi ama, mi segua”, ma è un IO SONO QUESTO e mi piaccio così come sono. È davvero questa la maturità? Forse. Intanto però io me la godo così com’è.

 

Tratto da Uomo&Manager di Giugno 2017

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