L’addio a Paolo Villaggio: un uomo che guardava oltre… Fantozzi

Paolo Villaggio

Ho aspettato qualche ora. Mi sembrava un volermi catapultare come un avvoltoio su una notizia ferale. Perché la morte di Paolo Villaggio, questo è stata in un caldo lunedì di luglio.

Ho atteso di metabolizzare, di accettare, che un personaggio tanto unico possa averci abbandonato. Stava male, questo lo sapevamo, ma speravamo tutti che potesse riprendersi e regalarci qualche altro sorriso.

Paolo Villaggio è stato l’attore della mia infanzia, durante la quale mi ha regalato con i suoi film, risate a crepapelle. Salvo poi capire realmente il senso dei suoi personaggi solo molti anni dopo: e già perché quel Fantozzi che avevo tanto amato e sul quale avevo riso, nascondeva in realtà delle caricature meravigliose dell’italiano medio, e soprattutto del lavoratore medio. Il Ragionier Ugo era un simbolo ricco di significati e voleva dipingere un’Italia, quella a cavallo fra gli anni ’70 e ’80 che era paradossale nelle sue splendide e ridicole modalità di vita.

Quell’ometto che faticava per sé e per i suoi colleghi assenteisti, che veniva deriso e umiliato, ci faceva ridere nella sua indubbia comicità, ma faceva anche riflettere su alcuni valori, come il diritto al lavoro e dei lavoratori.

Ma Fantozzi era anche un uomo ed era simpatico vederlo nella sua debolezza “maschile” quando cercava di coltivare la sua passione per la Signorina Silvani (alias Anna Mazzamauro), suo vero amore, a dispetto di una moglie di cui ogni mattina si domandava cosa mai potesse averlo spinto a sposare…

Semplicemente geniale Paolo Villaggio nel creare questo incredibile personaggio, così come quello di Fracchia, altro emblema della sua carriera cinematografica. Uomo retto che si ritrovava suo malgrado coinvolto in situazioni imbarazzanti e spesso anche pericolose, vedi l’incontro con la Belva Umana. Riguardandoli oggi, a distanza di 25-30 anni, chi non ritrova in loro modelli estremamente attuali?

Solo una meravigliosa mente creativa poteva dar vita a simili capolavori che, qualcuno, forse troppo precipitosamente non tardò a definire trash.

Ci ha fatto ridere, riflettendo su dove ci stavamo dirigendo, Paolo Villaggio. Un grande artista, forse dimenticato troppo presto da tutti.

Un uomo estremamente intelligente e colto che ci ha regalato momenti piacevoli. E di questo gli saremo sempre grati.

Buon viaggio Ragioniere… il Paradiso te lo sei proprio meritato.

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