Lo Stile si fa Atto

Vitale Barberis Canonico

Dal decennale studio che Carmelo Bene (1937-2002), la macchina attoriale per eccellenza, il filosofo e autore, il poeta e il dissacratore, dedicò a Lorenzino de’ Medici (1514-1548), figura controversa passata alla storia come Lorenzaccio, è emersa una delle dicotomie più interessanti, alla base di molte riflessioni che attraversano la storiografia e la psicologia, la giurisprudenza e le scienze sociali: la differenza tra atto e azione.

Quello che Carmelo Bene è arrivato a definire è: il soggetto pensa (o è pensato, visto che siamo in balia di archetipi, come sosteneva Jung; soggetto nell’etimo subiectus, posto sotto…) a un’azione. La premedita, la organizza, la progetta. Al momento cruciale, però, l’atto pianificato diventa qualcosa a sé stante. Si estrania sia dal progetto (l’azione) che dall’ideatore (soggetto). Ecco perché, paradossalmente ma non troppo, nessuno è giudicabile per ciò che (si) commette e nessuno è autore di alcunché.  Nell’atto, il soggetto svanisce, come spiegava anche Nietzsche con l’espressione “volontà di potenza”, che al di fuori dai fraintendimenti ideologici, altro non è che l’abbandono per arrivare ad una dimensione superiore di consapevolezza (ancora Jung), ad una evaporazione dell’Io. Chiosava Carmelo Bene, provocatoriamente: non si devono creare capolavori ma essere dei capolavori!

Dunque, dicevamo, atto e azione…

È quello che mi è venuto in mente quando ho letto Segno, Disegno e Gesto, il nome che gli amici di Vitale Barberis Canonico hanno dato alle novità presentate un mesetto fa a Milano Unica. Cito, dalla cartella stampa: “Tessuti dai filati irregolari presentati attraverso Segno, Disegno e Gesto: dall’ispirazione di un segno irregolare, passando attraverso disegnature armoniche per arrivare ai gesti distintivi del gentleman”.

Segno, disegno e gesto…

Il lavoro progettuale che si nasconde dietro a un tessuto, dietro a ogni nuovo singolo pattern, è enorme, e coinvolge saperi e tecnologie. Un percorso fondamentale che pochissimi conoscono e a cui nessuno pensa quando ritira l’abito in sartoria. In quel preciso momento, quando il cliente ha il ‘suo’ vestito, un processo durato mesi se non anni si eclissa. Nell’esatto istante in cui si allaccia la giacca, al termine di quella personale e privata cerimonia che si chiama vestirsi, ciò che conta è il gesto, l’atto! L’atto è ciò che accade, il gesto del gentleman. L’azione è il progetto, che passa dal segno al disegno, dall’idea alla sua concretizzazione. Si storicizza soltanto grazie al lavoro di attribuzione compiuto da studiosi e da competenti.

Ma non si cancella. Anzi. Perché, così come l’azione dà vita all’atto, il segno dà vita al gesto. Il vero gentleman sarà guidato dall’essenza dei tessuti, e li sceglierà in base al suo obiettivo. Allo stesso modo. Solo così il segno non sarà tradito dal gesto…

Una linea favolosa

Andando nel dettaglio, queste sono le novità di questa azienda che ha quasi 350 anni di storia alle spalle: Vitale Barberis Canonico per la Primavera/Estate 2018 ha realizzato 2.800 varianti sviluppate nelle tre linee: Classica, Vintage ed Earth, Wind & Fire. Nella linea Classica da segnalare la novità Art. 849 Tropical grafico in lana e lino, 80% lana, 20% lino, 240 gr. che nonostante lo sviluppo in tinta unita, presenta inaspettati grafismi ottenuti grazie alla presenza di fibre diverse che tinte in pezza rispondono al colore in modi diversi. Un tessuto adatto sia alla confezione di abiti sia di giacche, dove l’armatura tropical garantisce buone performance anche nelle stagioni più calde.

Nella linea Vintage è presente l’Art. 211, Giacca armatura in cotone, lino e seta, gr. 320, 65% cotone, 25% lino, 10% seta realizzata attraverso l’utilizzo di tre fili di natura e dimensione differente. Nello specifico un filo finissimo di cotone che s’intreccia con uno in lino e seta e con un fiammato di cotone. Il tutto attraverso un’armatura hopsack che crea una fantasia tridimensionale. Il filo fiammato di cotone contribuisce a creare una superficie irregolare in continuo movimento. Colori freschi pastelli per una giacca estiva sfoderata per il tempo libero. Nella linea Earth, Wind and Fire, l’Art. Dover è un 3layers realizzato accoppiando ai tropical in lana e all’hopsack in 21 micron una membrana unitamente a un jersey sottilissimo di poliestere stampato che riproduce micro effetti di disegnatura di gusto cravatteria. Si tratta di un tessuto adatto a spolverini e impermeabili sfoderati dall’ottima performance in quanto si ottiene un effetto wind-stopper, waterproof mantenendo una buona traspirabilità.

A cura di Alfredo De Giglio direttore di Stilemaschile

 

Tratto da Uomo&Manager di Marzo 2017

 

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