Maniaci dei dettagli. Oppure no…

Delle volte mi pongo una domanda: è giusto farsi domande? Non è un gioco di parole ma una riflessione autentica su cui, a mio giudizio, ciascuno di noi dovrebbe riflettere. Ho conosciuto molte persone nella mia vita e confrontandomi con quelle con le quali riuscivo a stabilire un rapporto di confidenza, mi sono spesso reso conto che per la maggior parte di essi, la vita è un lento ma costante “scorrere” di eventi, situazioni, incontri.

Alcuni osservano distaccati tutto ciò che accade e mi meraviglio a scoprirli quasi assenti e privi di sentimenti di fronte a qualsiasi evento. Fatalisti? Forse, ma certamente sconvolge la freddezza con cui trattano qualsiasi situazione, da quella più positiva a quella più negativa. Poi ci sono i cauti, ovvero quelli che pensano che dietro ogni fatto si nasconda la cosiddetta “fregatura”, il risvolto della medaglia negativo che possa creare qualche problema.

I paurosi sono quelli che più mi fanno pena, non in senso dispreggiativo, ma compatisco la loro totale assenza di fiducia in sé stessi e nei propri mezzi.

Poi ci sono quelli che vivono la vita cercando di darsi risposte, provando a comprendere chi hanno di fronte ed il perché si verificano le varie situazioni della vita. Io credo di far parte di questo novero (ristretto) di persone. Da sempre sono convinto che non siamo su questa Terra per caso ed ogni momento sia splendido da vivere. Abbiamo la memoria per ricordare i nostri errori per non ripeterli e per comprendere da essi, ma anche per far sì che ci restino impressi i nostri successi. Abbiamo la parola per trasmetterli, l’udito per ascoltare ciò che abbiamo intorno. Così come abbiamo la vista per osservare ed il gusto per assaporare. Poi c’è quel senso, il sesto, che ci fa captare.

Dei personaggi di cui sopra, probabilmente, i cauti ed i riflessivi, sono quelli che lo hanno più sviluppato. Perché è il loro modo di essere che li porta a tenere questo senso percettivo sempre attivo ed in “allenamento”. Spesso ho incontrato sul lavoro gente che sembra avere una marcia in più e sono sempre rimasto affascinato dal loro modo di essere e di lavorare. Fatalmente, queste stesse persone hanno questa caratteristica intrinseca al loro modo di essere. Non sottovalutano mai nessun aspetto, non prendono nulla sottogamba: non hanno pregiudizi, non sono prevenuti, sono solo molto attenti nel non sottovalutare niente e nessuno. Se gli propongono dieci, si chiedono perché non gli hanno offerto cinque. Nessuno regala niente e nessuno. Questo loro lo sanno bene e ne hanno fatto un proprio mantra. Mai, però, una scortesia, o l’impressione di essere selettivi con chi hanno di fronte.

Ora, alla base di questa riflessione, mi viene da chiedermi: preferireste fare affari con questo genere di persone o con chi ha paura di guardarvi dritto negli occhi? O ancora, chi sembra totalmente indifferente e freddo di fronte ad ogni situazione? Le mie sono domande retoriche, almeno dal mio punto di vista. Sarebbe bello scambiare due parole con chi la pensa in modo diverso, forse potrei imparare qualcosa in più… O forse insegnare qualcosa a qualcuno.

 

Da Uomo&Manager di Settembre 2015

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *