Marco Bicocchi Pichi: “Italia startup: una visione e una realtà”

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Italia Startup è una associazione che aiuta i giovani imprenditori a creare delle aziende, che un giorno potranno divenire produttive e indipendenti. Da sempre crede nel potenziale dei manager che hanno il forte desiderio di imporre le proprie idee, sostenendo le loro attività e dando loro soprattutto voce e visibilità. Numeri spaventosi descrivono alla perfezione l’impegno di Italia Startup: gli associati, infatti, hanno superato quota 2.150! Per parlare dell’ecosistema delle start up e dei progetti per il futuro, abbiamo intervistato Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia Startup, che ci ha offerto un quadro molto chiaro della situazione , oltre a svelarci i piani e le prossime iniziative di questa importante associazione.


Cosa rappresenta oggi Italia Startup?

Italia Startup è una visione ed una realtà. Rappresenta una volontà, quella di far tornare a crescere di nuovo l’Italia, di non arrendersi o lamentarsi ma invece darsi da fare e costruire. Italia Startup è, e vuole essere, la casa di quanti insieme vogliono collaborare per rendere l’Italia un “Paese per imprenditori”, attrattivo, creativo, innovativo. Oggi, a meno di cinque anni dalla sua costituzione, avvenuta nel 2012, Italia Startup rappresenta una realtà che è cresciuta significativamente ed è visibile e conosciuta. È una piattaforma sia di incontro tra giovani imprese innovative e medie e grandi imprese, che di dialogo con le istituzioni, con contatti importanti in contesti internazionali.

Quali sono gli obiettivi di questa associazione?

Gli obiettivi di Italia Startup sono a mio avviso ben declinati nel suo mission statement che recita: “L’Associazione ha lo scopo di riunire e rappresentare le giovani imprese innovative ad alto potenziale di crescita e tutti coloro che, persone fisiche, enti o persone giuridiche, si occupano a qualsiasi titolo di facilitare, supportare o gestire e valorizzare progetti di startup siano essi i fondatori delle startup stesse o i soggetti che ad essi si affiancano nel loro percorso di crescita: incubatori/acceleratori, investitori, aziende e soggetti abilitatori”. Come da nostro Statuto (art. 2) in particolare l’Associazione si propone di: a.) stimolare e facilitare la nascita e la crescita di startup in Italia; b.) facilitare l’incontro e la sinergia di soggetti, progetti ed iniziative capaci di accelerare lo sviluppo di startup in Italia; c.) favorire l’abbassamento delle barriere che frenano le iniziative suddette; d.) promuovere una cultura dell’imprenditorialità legata all’innovazione dei modelli aziendali; e.) contribuire alla identificazione, comunicazione e attivazione di call for projects e/o industriali su temi strategici e in base a priorità chiare degli attori privati, delle autorità territoriali e del governo; f.) favorire l’interconnessione di quanto precede, con i mercati europei e internazionali; g.) costituire su tutti i punti precedenti uno spazio di dialogo, incontro e cooperazione tra operatori privati, attori istituzionali (in primo luogo gli enti territoriali) e il Governo.

In che modo sostenete le startup?

Italia Startup sostiene le startup attraverso servizi direttamente erogati in favore delle giovani imprese innovative italiane, di cui fanno parte le attività dirette all’accesso ai mercati e ai capitali, sia a livello nazionale che internazionale, attraverso un’importante attività culturale e di comunicazione che coinvolge i diversi portatori d’interesse dell’ecosistema, con particolare riferimento alle istituzioni della PA Centrale – in primis il Ministero dello Sviluppo Economico – e della PA Locale, quindi le Regioni con la Conferenza delle Regioni, le Grandi Aree Metropolitane e i Comuni.  I servizi che riguardano l’accesso ai mercati coinvolgono le startup sia attraverso l’attività di Open Innovation, nel matching con le imprese direttamente associate e le associazioni d’imprese associate come Assolombarda ed Unindustria, che attraverso l’organizzazione di rappresentanze in fiere ed eventi nazionali ed internazionali, realizzate anche in collaborazione con ITA Italian Trade Agency. L’attività di influenza culturale sull’ecosistema Italiano è fondamentale per assicurare la crescita dell’ecosistema e si svolge attraverso la comunicazione, la testimonianza e la presenza. È un impegno costante che si traduce in incontri con gli interlocutori che hanno responsabilità di governo ed amministrative, con opinion leaders, giornalisti, accademici e studenti, in occasioni pubbliche e private ma anche attraverso i media tradizionali ed i social media.

Che ecosistema è oggi quello delle startup?

Volendo azzardare una sintesi di tutti gli elementi e interazioni dei diversi ecosistemi locali in Italia e descrivere in poche parole uno stato di salute del macro ecosistema nazionale Italiano, io utilizzerei due parole: recente ed in evoluzione. Recente, ed il perché lo si capisce leggendo “The Origins of High-Tech Venture Investing in America” di Tom Nicholas che racconta, dalla nascita della ARD American R&D Corporation nel 1946, lo sviluppo del venture capital negli Stati Uniti. In evoluzione perché non vi è alcun dubbio sul fatto che negli ultimi dieci anni in Italia si siano moltiplicati iniziative e interesse, e si sia accelerato, negli ultimi cinque, lo sviluppo di quasi tutti gli elementi di un ecosistema, dal completamento della Policy, al progresso dell’infrastruttura, alla crescita del capitale umano. Tuttavia teniamo conto che la definizione di ecosistema comprende diverse categorie di attori e risorse, e vale la pena di fare riferimento a dei modelli internazionali (vedi ad esempio   C. Mason, R. Brown, Entrepreneurial ecosystems and growth oriented entrepreneurship, Final Report to OECD, Paris, 2014 ; e Babson College link alla mappa Ecosystem for Growth Entrepreneurship). Le categorie di Policy, Finanza, Cultura, Supporti, Capitale Umano, e Mercati si articolano a loro volta in sottocategorie (es. governo) ed elementi singoli (es. incentivi fiscali). Non è quindi possibile dare una risposta semplice ad un insieme complesso di fattori ed interazioni tra fattori. Può essere utile esaminare il lavoro compiuto a livello locale nell’analisi di ecosistema: anche per quanto riguarda le startup non fa eccezione né la divisione dell’Italia in aree geografiche, con diverse opportunità e livello di sviluppo, né il fatto che non esistono ecosistemi nazionali, quanto piuttosto articolazioni nazionali di ecosistemi locali (come ad esempio è ben spiegato nel libro di Enrico Moretti, la Nuova geografia del lavoro).

Quali sono le problematiche che si trovano ad affrontare più spesso?

Le startup affrontano a qualsiasi latitudine e longitudine delle problematiche simili. A riprova di questo possiamo ben vedere come i modelli e le metodologie di sviluppo abbiano una valenza internazionale con autori che raggiungono notorietà e diffusione mainstream (dal Business Model Canvass di Alex Osterwalder alla Lean Startup di Eric Ries). Ma parlando di Italia sono due le principali difficoltà e problematiche che le startup si trovano ad affrontare e riguardano l’accesso al mercato e ai capitali. L’accesso al mercato è difficoltoso per una serie di motivi che possono essere ricondotti a un principale elemento culturale che è la bassa propensione al rischio e all’adozione pionieristica delle innovazioni e di mercato che non si distingue per apertura e competizione. A questi due elementi si aggiunge la frammentazione del sistema imprenditoriale costituito da molte micro e piccole imprese e, per i consumatori, l’anagrafica di un Paese con una elevata età media della popolazione. La difficoltà a vendere il proprio prodotto e servizio in un mercato piccolo rispetto ad altri mercati domestici, e lento nell’adozione dell’innovazione, si unisce alla scarsità di capitali di rischio che sono dedicati all’angel investing e al venture capital in Italia. Non è casuale che molti successi imprenditoriali di startup con fondatori Italiani si sviluppino fuori dall’Italia.

Quali sono i piani e le prossime iniziative di Italia Startup?

Italia Startup lavora con un piano pluriennale di sviluppo che nell’attuale triennio di Presidenza si sintetizza nell’obiettivo di “Fare grandi le imprese innovative e innovative le grandi imprese”. A fronte di questo schema generale articoliamo un piano per aree di attività che sono coordinate ciascuna da un membro del comitato Esecutivo (vedi Aree di Attività). Il calendario delle nostre iniziative e partecipazione a eventi viene annunciato tramite newsletter, social networks ed il sito.
L’appuntamento associativo dell’assemblea soci in Giugno è un momento fondamentale per la vita associativa. Tra gli appuntamenti sul territorio, importanti le presentazioni dell’Osservatorio Open Innovation con un calendario in via di conferma.

In che modo una startup può avvicinarsi alla vostra associazione?

Le startup possono molto semplicemente e gratuitamente associarsi on-line alla sezione del sito dedicata, e possono comunque avvicinare i nostri rappresentanti in occasione di eventi o scrivere alla nostra segreteria all’indirizzo riportato nei “contatti” sul sito dell’Associazione.

Chi tipo di rapporti avete con le istituzioni?

In sostanza di dialogo e collaborazione costruttiva e continua. Italia Startup è nata nel Maggio 2012 dal rapporto con l’allora Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e ha sempre mantenuto un attivo rapporto con il Ministero e in particolare con Stefano Firpo e Mattia Corbetta che hanno assicurato la continuità attraverso i diversi Governi che si sono succeduti da allora (Governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni). Abbiamo quindi sviluppato la relazione con le Regioni e altre realtà territoriali, e naturalmente con istituzioni focalizzate sulle problematiche dell’agenda digitale come il Digital Champion. Esempi della collaborazione sono stati nel 2014 gli Stati Generali dell’Ecosistema Startup Italiano presso Auditorium Giovanni Testori di Regione Lombardia, a Milano, ed il convegno di quest’anno tenutosi a Roma, dal titolo “Strategie, policy e progetti delle Regioni italiane a supporto delle startup innovative”, organizzato da Italia Startup in collaborazione con la Commissione Attività Produttive della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, in partnership con Warrant Group e con il patrocinio di Unindustria.

Al di là delle parole, queste si muovono fattivamente per sostenerle e aiutarle nel loro progetto di sviluppo?

La continuità del supporto dato al Ministero dello Sviluppo Economico è testimoniato della sezione del sito dedicato alle startup , dall’attenzione e dalle risposte all’help desk, dall’attività di Invitalia con il Fondo Invitalia Ventures, dalle misure Smart&Start e sicuramente, anche se non dedicato, dal Piano Industria 4.0. A livello delle Regioni il convegno sopra citato ha permesso di comporre un quadro articolato di molte iniziative. A queste istituzioni vorrei aggiungere anche soggetti pubblici importanti come le Università con PNICube ed i Parchi Scientifici e Tecnologici con APSTI. Come Associazione non possiamo tuttavia non fare confronti internazionali e non rilevare come le difficoltà che l’impresa e gli imprenditori in generale vivono in Italia (burocrazia, pressione fiscale, etc. ) sono solo amplificate per le startup a causa della loro “fragilità” di imprese nascenti, e quindi piccole, con ricavi nulli o modesti in fase di avvio. Programmi come la French Tech finanziati in Francia non sono presenti in Italia ma il confronto tra ecosistemi non vede la maggiore criticità nel supporto pubblico quanto nella scarsità d’investimento privato.

Quali sono le reali possibilità per una startup di diventare un’azienda produttiva oggi?

Enormi. Le società che in pochi anni si sono sviluppate a livello globale diventando imprese con fatturati e capitalizzazioni di borsa miliardarie sono centinaia. Secondo James Manyika, Jonathan Woetzel, and Richard Dobbs di McKinsey autori del libro “No ordinary Disruption”, rispetto alla rivoluzione industriale, si stima che il cambiamento attuale stia avvenendo 10 volte più velocemente in una scala 300 volte maggiore, ovvero con un impatto di circa 3.000 volte superiore. Durante i 25 anni dal 1990-2015, il valore globale della produzione di beni e servizi (a prezzi costanti anno 2005) è quasi raddoppiato, da US $ 31,1 Miliardi ad una cifra stimata di US $ 59,7 Miliardi. Con una crescita della popolazione del 38% nello stesso periodo, la produzione media pro capite è aumentata di oltre un terzo (+39%) Fonte: UNCTAD stat. 2016. Quindi mai come ora esiste un’opportunità. Una startup Italiana per coglierla deve imboccare da subito una via internazionale e valorizzare il talento e la creatività presenti nel nostro Paese, insieme a mercati e capitali internazionali.

Come vede Italia Startup da qui a cinque anni?

Italia Startup compie cinque anni tra due mesi. Il mio mandato di Presidenza scadrà a Giugno 2018 (2015/2018), tra cinque anni, nel 2022, Italia Startup avrà il doppio degli anni ed avrà avuto uno o due altri Presidenti. In questi primi anni di vita l’Associazione si è sviluppata molto e quindi il mio augurio è che continui a svilupparsi come una vera startup seguendo un tasso di crescita molto accelerato, aumentando la sua capacità di influire sulla cultura del paese e la sua capacità di erogare concretamente servizi. Ma non è la cosa più importante cosa sarà Italia Startup tra cinque anni ma in quale Italia si troverà ad agire. Se con il nostro impegno avremo contribuito, anche poco, alla crescita dell’ecosistema e avremo in Italia Startup imprenditori di successo che hanno creato le loro startup, investimenti complessivi in venture capital superiori ad un miliardo di Euro all’anno, se avremo fatto sistema e continuato a far crescere il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e le istituzioni, allora si celebrerà un bel decimo compleanno dell’Associazione. Mi piacerebbe che Italia Startup diventasse un caso di studio di come un piccolo catalizzatore può aiutare un processo di trasformazione ad avere successo.

 

Tratto da Uomo&Manager di Aprile 2017

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