Mercato del lavoro, quali sono i trend del 2016?

Il nuovo anno sembra essere all’insegna della ripresa e l’effetto del bonus sulle assunzioni si fa sentire sul mercato del lavoro. L’Istat ha infatti registrato già a novembre un aumento degli occupati stabili, chiaro segnale di come molte imprese – che avevano in programma di assumere – abbiano voluto beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla legge di stabilità dello scorso anno. Incoraggiante è anche la diminuzione della disoccupazione, che torna sui livelli di tre anni precedenti, e la flessione della disoccupazione giovanile.

Se il 2015 è stato l’anno in cui il mercato del lavoro ha iniziato a mostrare incoraggianti segnali di ripresa, facendo tornare la fiducia a operatori economici e lavoratori, il 2016 promette un’ulteriore accelerazione in questa direzione.

I motivi della ripresa

Un po’ di ottimismo per le imprese che ricominciano a programmare l’inserimento di nuove risorse in azienda e un po’ di speranza per chi ha bisogno di trovare un impiego. Ci attende infatti, nel nuovo anno appena iniziato, un rilancio delle assunzioni favorite da un’economia che sembra finalmente uscita dalla recessione e dall’adozione della nuova normativa sul mercato del lavoro: questo è quanto emerge dall’Osservatorio InfoJobs, che ha interpellato 385 aziende per delineare quali saranno i trend più rilevanti per il mercato del lavoro. Secondo lo studio, nel 2016 ci saranno nuove assunzioni nel 76% delle aziende: la fiducia nella ripresa economica spinge infatti il 25% delle realtà interpellate ad inserire in organico un numero elevato di risorse per fare fronte alla ripresa del mercato, mentre il 51% è spinta ad assumere nuove figure grazie anche alla nuova normativa che facilita le assunzioni.

Per quanto riguarda la modalità di ricerca di nuovo personale, il recruiting online è il primo canale, addirittura il 71% delle aziende prese in analisi utilizza infatti siti specializzati per le attività di ricerca e selezione, seguiti da passaparola, sito aziendale, società di Recruitment e canali legati a Università e Master.

Cosa cercano le aziende

Ma cosa cercano le aziende? Quali sono le qualità più apprezzate? Cosa chiede il mercato? Ecco i cinque trend per il mercato del lavoro evidenziati – in ordine di rilevanza – dall’Osservatorio InfoJobs.

  1. Competenze digitali – Non importa quale sia la figura ricercata, avere competenze e capacità in un mondo digitale è la qualità indispensabile e la più ricercata. Tutte le funzioni aziendali saranno infatti sempre più chiamate a gestire, direttamente o indirettamente, attività e processi, in cui il ruolo del digitale è di primaria importanza. Possedere una conoscenza avanzata in questo campo sarà un elemento sempre più differenziante in un mercato del lavoro in cui tali competenze non saranno più un requisito fondamentale solo per tecnici specializzati.

 

  1. Soft Skills – Le cosiddette “competenze trasversali”, ovvero quelle capacità che raggruppano qualità personali, atteggiamento in ambito lavorativo e conoscenze nel campo delle relazioni interpersonali: flessibilità, rapidità nel risolvere i problemi, creatività, rete di contatti, organizzazione, attitudini multitasking e spirito di gruppo, solo per citarne alcune. Per affrontare fasi di crescita e cambiamento in realtà aziendali sempre più sfaccettate e complesse, le soft skills acquisiscono un ruolo fondamentale. La formazione specifica su competenze trasversali sarà sempre più una leva strategica per aumentare l’efficienza delle risorse e, allo stesso tempo, la competitività

 

  1. Preparazione sul “campo” – Aumenta la considerazione della formazione on the job a dispetto di quella universitaria. Secondo l’Osservatorio InfoJobs, infatti, la capacità di strutturare un percorso di crescita professionale coerente all’interno del mondo del lavoro sarà un indicatore sempre più fondamentale per recruiters e selezionatori. Alla qualità della formazione universitaria si affiancherà così la capacità di costruire un percorso di crescita e l’abilità di acquisire nuove competenze sul “campo”.

 

  1. Employer Branding – Promuovere l’immagine di una azienda, attraverso la reputazione costruita come datore di lavoro, è fondamentale per attirare i talenti. L’implementazione di strategie multi-canale di employer branding offre importanti leve per attrarre i migliori candidati da inserire in azienda. Di conseguenza strutturare la propria presenza online e definire una strategia coerente e integrata di employer branding sarà sempre più importante, differenziandosi così dai competitor in mercati altamente competitivi.

 

  1. Smart Working – Lavorare da remoto è sempre più comune grazie agli strumenti mobile e cloud di cui ognuno di noi è fornito. La digitalizzazione di un numero in costante crescita di applicazioni professionali, nonché la diffusione sempre più capillare di strumenti da remoto per la gestione di una varietà di attività, porterà all’implementazione di politiche di smart working da parte di aziende operanti in settori e mercati diversi.

 

 

 

Tratto da Uomo&Manager di febbraio 2016

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