Mobilità, è questa la nuova via

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Parola chiave: mobilità. No, non vogliamo mettere l’accento sulle migliaia di persone che vivono momenti di grave difficoltà sul lavoro, bensì prendere in considerazione l’idea che al giorno d’oggi ciascuno di noi ha bisogno di essere sempre in movimento e dunque essere raggiungibile durante gli spostamenti in ogni momento.

Si viaggia con maggiore frequenza, senza dubbio agevolati dalle grandi compagnie aeree che garantiscono un gran numero di tratte nazionali ed internazionali sempre disponibili, alle autostrade che collegano i vari centri urbani, ma soprattutto ai treni che in pochissimo tempo ti portano da nord a sud e viceversa, con un confort davvero notevole. Seppur a rilento, anche i trasporti urbani, metropolitane in primis, iniziano ad assicurare servizi accettabili. E per i piccolissimi spostamenti, per ora solo nei grandi centri urbani, c’è la novità del car sharing. Ma andiamo per ordine.

In pratica, rispetto al passato, il punto di riferimento è sempre meno un ufficio e sempre più la rete, sia essa telefonica, ma soprattutto web. Poiché nella rete di sicuro c’è il professionista, l’imprenditore, il tecnico o il dipendente che sia. Non c’è dubbio che, rispetto ad altri Paesi, il nostro sia rimasto un po’ indietro: pochissimi hot spot, troppa burocrazia, infrastrutture quasi inesistenti. Un problema serio da affrontare, al quale tuttavia si è riusciti in brevissimo tempo a sopperire.

L’avvento di smartphone e tablet in grado di collegarsi ad una rete mobile, ora in alcuni punti addirittura 4G, e gli abbonamenti flat al web permettono di essere perennemente presenti sui propri canali multimediali preferiti, assicurandosi l’opportunità di essere disponibili anche quando la presenza fisica è impossibile da avere. Videoconferenze, videochat, reperibilità massima tramite la messaggistica, applicazioni che permettono di spedire e ricevere importanti file ovunque. Alcune pubblicità apparse in questi ultimi mesi sui canali televisivi, hanno reso perfettamente l’idea di come le abitudini e le opportunità siano cambiate. Potremmo tranquillamente assistere ad un consiglio di amministrazione della nostra società in Italia mentre siamo comodamente sdraiati al sole su un’isola del Pacifico.

Siamo cambiati. La tecnologia ci ha cambiati e non è assolutamente un male. Almeno dal punto di vista lavorativo la rivoluzione è stata almeno pari a quella industriale di oltre due secoli fa. Certo le modalità e i vantaggi sono diversi, ma sul fatto che si tratti di una rivoluzione non penso che nessuno possa smentirmi. La nostra capacità di essere presenti pur non essendolo fisicamente ci garantisce in molti aspetti della nostra vita lavorativa. Possiamo essere presenti ad un appuntamento (via webcam) mentre siamo in viaggio da Milano a Firenze, attraverso la rete wifi del treno e contemporaneamente ricevere documenti in tempo reale. Tutto questo senza impegnare la nostra linea telefonica.

Ci siamo adattati, e non ci dispiace, nemmeno alle nuove esigenze cittadine, legate alla mobilità intesa come spostamenti in questo caso, sfruttando a pieno le nuove risorse a disposizione. In principio fu il bike sharing che ora è diventato car sharing. Lasci la tua auto parcheggiata e vai in centro dove ad attenderti c’è una electric car pronta a portarti ovunque tu voglia, con un esborso minimo, senza pensare all’incubo ZTL, alle multe, al parcheggio. Cosa volere di più dalla vita? La chiusura delle zone centrali delle principali città era un problema? Ora è diventata un’opportunità. Raggiungere le varie zone è molto più facile e ci si impiega pochissimo tempo, senza considerare che si spende spesso meno per il “noleggio” di questo genere di auto, rispetto al carburante che bisognerebbe mettere nei propri mezzi di trasporto.

È un mondo in continuo movimento e stare fermi sarebbe un controsenso. La tecnologia e l’ingegno ci hanno permesso di fare enormi passi in avanti e la grande capacità di muoverci portando con noi tutto ciò che ci occorre, in pochi centimetri quadrati, rappresenta una vittoria su un sistema che è sempre più veloce.

Da Uomo&Manager di Marzo 2014

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