Nel mercato digitale qualcosa sta cambiando

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C’è chi ancora non è convinto dall’acquisto digitale, chi ormai non ne farebbe più a meno. La realtà dei fatti, come sempre, è nel mezzo. L’Osservatorio Omnichannel di Alkemy digital enabler – società attiva nella consulenza digitale in Italia – ha diffuso dati assolutamente incontrovertibili.

Il 74% degli americani cerca informazioni sui prodotti online, completando nel 37% dei casi l’acquisto nel negozio fisico; in Italia lo fa il 66% che poi, nel 33% dei casi acquista lo stesso prodotto in negozio: secondo eMarketer, infatti, le ricerche online anticipano la visita in negozio e il loro effetto sulle vendite è molto forte – soprattutto nel settore beauty (53%) e nel segmento della moda e degli accessori (36%, fonte Alkemy) ma è vero anche il contrario dato che il 10% dei clienti che visita i negozi acquisterà poi online (showrooming). Avere uno shop online significa, perciò, aprire una vetrina di prodotti che porta fatturato anche verso i punti vendita.

Le esperienze di acquisto e di consumo in mobilità rendono la linea tra offline e online sempre più sfumata: così la rete diventa una vetrina fisica e virtuale sempre accessibile per promuovere la propria attività e il consumatore è protagonista attivo dell’acquisto grazie alle tecnologie. Mentre negli Usa il 74% dei possessori di desktop connessi a internet ricerca informazioni sui prodotti, il 52% acquista direttamente dal pc e il 37% completa l’acquisto in negozio (dati eMarketer), in Italia, secondo Google, il 66% dei possessori di smartphone ricerca informazioni sui prodotti (48% per le attività di locali come bar e ristoranti; il 44% di queste ricerche diventano acquisto online e il 33% un acquisto offline).

Dalla ricerca di informazioni all’acquisto, il passo è breve: i consumatori usano gli smartphone durante tutta la shopping experience – l’8% delle vendite di uno shop eCommerce viene realizzato a partire da smartphone (fonte Alkemy)- soprattutto mentre i consumatori sono nei punti vendita fisici (secondo JiWire nel Q3, 2013 erano l’80% rispetto al 62% del 2012). I tablet possono generare anche il 18% del fatturato, in particolare nel fashion, con un tempo di permanenza superiore rispetto ai visitatori che si connettono tramite desktop (e.g. oltre 4 minuti) e con tassi di conversione doppi rispetto agli smartphone (fonte Alkemy).

Ma lo scenario del business sta già cambiando: mentre i player del retail tradizionale stanno introducendo le tecnologie digitali nei punti vendita per semplificare l’acquisto, dall’altro i pure player digitali entrano in maniera sempre più preponderante nel campo offline con format di vendita innovativi e rivoluzionari– come “Amazon Dash”, un piccolo telecomando che permette di fare spese alimentari senza usare il pc e “Google Shopping Express” che consente di acquistare e ricevere a casa i prodotti in vendita dai negozianti locali.

Imparare a sfruttare i canali in maniera sinergica assume quindi una rilevanza strategica.

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