Con la nuova smart in giro per Roma

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Qualcuno la definisce l’auto perfetta per i professionisti. Ed io mi trovo d’accordo. Chi deve per lavoro girare in città, può avere due scelte: acquistare uno scooter o scegliere una smart. A seconda della propria cultura motoristica e delle proprie esigenze, la scelta ricadrà inevitabilmente fra queste due opzioni. Ma le nuove smart, recentemente presentate e che noi oggi abbiamo guidato nelle strade trafficate di Roma, rappresentano un’opportunità davvero chic e funzionale.

Dal 1998 smart è uno stile di vita, una scelta ben precisa da parte dei suoi clienti e non è un caso che in 16 anni di onorata carriera, malgrado un inizio stentato, se ne siano vendute ben 440.000 in Italia e che mediamente ogni anno ne escano dai concessionari 26.000. Con due generazioni vincenti alle spalle, ora Mercedes vuole vincere una nuova sfida, ovvero quella di proporre un modello del tutto nuovo, che cambia tutto, un’altra volta. È una sorta di rivoluzione anche perché oltre alla rinnovata fortwo ( che mantiene la sua lunghezza di 2,69 metri), smart punta moltissimo sulla forfour (lunga 3,49 metri) che è quanto di più vicino ci sia alla Classe A originale.  La nuova generazione debutta in Italia con ben cinque versioni particolarmente ricche fin dall’entry level: youngster, sport edition#1, passion, proxy e prime. Anche la gamma dei motori si è rinnovata: 71 e 90 cavalli sono già disponibili al lancio, mentre a marzo arriverà quello da 60. Sempre lo stesso mese verrà inviata ai concessionari la versione con il nuovo cambio automatico.

Oggi abbiamo avuto modo di provarle entrambe: dalla fortwo ci aspettavamo conferme, dalla forfour volevamo essere conquistati. Direi che smart ha soddisfatto le nostre attese in entrambi i casi. Entrando nell’abitacolo della forfour, ci si rende conto di essere a bordo di una city car di livello superiore: i materiali utilizzati sono assolutamente di prim’ordine ed il confort a bordo non manca. I sedili sono comodissimi e accoglienti, la plancia degli strumenti è pratica ed essenziale ed il computer di bordo si gestisce con facilità. Il cambio manuale è fluido (si inserisce la prima anche in movimento) ma, questo dobbiamo dirlo, su questa macchina preferiamo decisamente l’automatico. Questa è una nostra personalissima impressione e comprendiamo bene chi vorrà scegliere l’opzione manuale per sfruttare al meglio l’esplosività dei propulsori smart su percorsi che lo permettono.

Sulla forfour ci siamo immediatamente seduti sul sedile posteriore per valutarne la confortevolezza e bisogna dire che lo spazio per le gambe è degno di una quattro porte di dimensioni superiori. Ci siamo quindi spostati sul sedile anteriore al posto di guida ed abbiamo dato libro sfogo al motore da 70 cavalli del modello in prova. Il sound è piacevole, la smart si muove con agilità fra i mille ostacoli che la città di Roma assicura a chi si avventura nel traffico cittadino. I nuovi ammortizzatori, più morbidi rispetto al passato, rendono tuttavia la vita a bordo più gradevole e le asperità del fondo stradale fanno ora meno paura. Colpisce davvero la sterzata delle nuove smart: in pochissimi metri, la piccola di Casa Mercedes gira il muso e se ne va dalla parte opposta rispetto a quella in cui si viaggiava. L’acceleratore è sensibile ed immediato nella risposta alle sollecitazioni e la frenata è precisa e puntuale quando è richiesta. I sistemi di sicurezza sono quelli delle sorellone con la stella sul cofano.

Passando alla fortwo la sensazione di confort non cambia mentre siamo immersi nel traffico capitolino, ma ovviamente quegli 80 cm di differenza si notano in fase di parcheggio e di spazi da occupare nelle interminabili file ai semafori. Per il resto, tutto il bene detto della forfour, lo confermiamo per la due posti che, certamente, i puristi del marchio preferiranno.

Al termine del test drive abbiamo avuto modo di scambiare le nostre idee con Eugenio Blasetti, Responsabile Marketing Prodotto di Mercedes-Benz. “Cambia tutto, salvo la lunghezza della fortwo che è sempre di 2,69 metri e questo consentirà agli attuali clienti smart di continuare ad utilizzarne e a sfruttarne le qualità come hanno fatto fino ad oggi. C’è da dire che però i nuovi modelli sono più larghi di 10 centimetri e questo fa un mondo di differenza poiché oltre ad essere più spaziosa è anche più stabile, grazie alle nuove sospensioni più morbide. La nuova smart curva in un fazzoletto e permette di districarsi nel traffico cittadino in una maniera incredibile. La forfour? È sempre una smart in termini di stile, versioni ed equipaggiamenti, ma è più lunga e mi fa piacere dire che questa vettura ha il medesimo concetto ispiratore della Classe A: la prima lanciata nel 1997 era lunga 3,60 metri ed era una macchina che aveva una disponibilità di spazio interno incredibile, nonostante non fosse enorme, attraverso delle soluzioni tecniche davvero interessanti. Lo stesso abbiamo fatto ora con forfour”. Alla nostra domanda se smart sia davvero la panacea per i manager e i professionisti moderni, Blasetti non ha dubbi. “Sì lo è. Abbiamo fatto delle versioni per quelli che definisco i ‘guerrieri dello scooterone’. Per tutti quelli che per lavoro sono obbligati a girare in città e che per varie ragioni preferiscono ad un certo punto scegliere una smart. L’abbiamo fatta anche per loro”.

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