Paura? Non facciamoci condizionare!

Vietato avere paura

Ho sempre avuto le mie convinzioni e me le sono sempre tenute strette, anche a costo di andare contro corrente. Penso che un uomo che non è in grado di proporre le proprie, dovrebbe fare un corso specifico che aumenti il tasso di fiducia in sé stesso. Credo principalmente in quello che faccio (e mi diverto anche a farlo), credo nei valori dell’onestà, della famiglia e del rispetto per il prossimo ed ho un grande rispetto del lavoro. E mi batto ogni qualvolta trovo qualcuno che vuole convincermi che le sue idee siano migliori delle mie.

Sono una “capa tosta”, come si direbbe a Napoli, e me ne vanto. Ci sono cose sulle quali si può cambiare idea se, suffragando spiegazioni valide, si è in grado di convincerci che la strada da percorrere sia diversa da quella scelta, ma su altre (come quelle di cui ho scritto in precedenza) non riesco proprio a transigere. Ed un’altra cosa sulla quale sono certo di non tornare mai indietro, riguarda la mia scelta professionale.

Sono un manager dell’editoria, faccio questo di mestiere e sono sicuro più che mai di essere sul percorso a me destinato. Non pensate che sia facile, anzi, tutt’altro: i momenti in cui verrebbe da lasciar perdere sono molti, ma poi arriva sempre quell’ancora, quel gancio che la vita mi offre improvvisamente per farmi capire che non devo cambiare. E allora mi do da fare, cercando di migliorare, crescere. Investo. Su me stesso principalmente, sulle infrastrutture, sulle novità tecnologiche. Investo togliendo risorse alla mia vita privata, ma lo faccio con piacere e con convinzione perché ci credo con tutto il mio cuore e la mia anima. E lo stesso sono certo che farà la maggior parte di coloro che stanno leggendo queste pagine.

Credo altresì che ci sia un popolo di imprenditori, in questo momento, estremamente spaventato. C’è il terrore di investire, di promuovere, di fare passi in avanti. Riscontro, parlando ogni giorno con tanti manager e professionisti, una gran voglia di emergere e ripartire alla grande, dopo il periodo buio che, speriamo, siamo riusciti a lasciarci indietro con tanta fatica. Ma a cotanto desiderio di innovare e darsi da fare, si contrappone un sentimento che mai dovrebbe far parte del vocabolario di un imprenditore moderno, ovvero la paura. Paura di sbagliare, di perdere, di rischiare troppo.

Ebbene, a queste persone, rispettabilissime nelle loro opinioni, mi viene da consigliare di cambiare lavoro, perché il mondo dell’imprenditoria è fatto di rischi e di coraggio.

Essere manager al giorno d’oggi, comporta grandi sacrifici ed una buona dose di avveduta pazzia, come mi piace definirla. Non c’è spazio per la paura, bisogna credere nelle proprie intuizioni e nell’esattezza delle previsioni che vengono fatte prima di intraprendere una qualsiasi iniziativa.

Perché questo è quello che fa un manager moderno: ha un’idea, la sviluppa, valuta pro e contro ed infine la realizza. Se non è pronto a fare tutto questo, forse dovrebbe riflettere sul fatto che il percorso intrapreso non fa per lui. Per carità, non voglio consigliare a nessuno di gettarsi in iniziative che possano comportare problematiche gravi: non tutti sono portati per fare gli imprenditori e ci si può realizzare anche in altri ambiti. Ma chi ha scelto questa carriera non può tirarsi indietro di fronte alle novità e alle possibilità di crescita. Stare fermi sul posto non ha mai portato a nulla.
Il rischio d’impresa fa parte del mestiere e del modo di concepire  il lavoro. Ma ne vale la pena. Almeno per chi crede, con cognizione di causa, in quello che fa.

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