Pensate a ciò che desiderate: questo è il vostro tempo!

È un momento negativo. Questa è una frase che sento pronunciare da tanto, troppo tempo, al punto che questo “momento” sembra interminabile, infinito. Non mi piace questa cosa, per niente. Il rischio serio che riscontro nel nostro Paese e nel nostro tessuto sociale, è quello di assestarci su uno standard di vita che nessuno al mondo apprezzerebbe o esalterebbe. Ci siamo abituati a questa nuova condizione di insoddisfazione. E per quanto, fortunatamente qualcosa, sembra, si stia smuovendo, la fine di un tunnel nel quale ci siamo (ci hanno) infilato, mi sembra ancora troppo lontana. Qualcuno, timidamente, sembra provare a scuotere il mercato, creando business, alimentando nuove speranze, ma alla resa dei conti nessuno può essere contento.


Ci sono stati tempi in cui si lavorava e si era felici di farlo, scansafatiche a parte, perché il lavoro, la professionalità, l’impegno, alla fine pagavano e pagavano anche bene. La mattina si usciva di casa fischiettando, mentre si raggiungevano gli uffici, i negozi, oggi non è più così. La fatica è tanta e i riconoscimenti pochi.
Cosa fare? Bisognerebbe avere una bacchetta magica… C’è chi sceglie la via più radicale, ovvero quella dell’emigrazione, per andare a cercar fortuna all’estero dove, invece, sembra che le cose stiano ricominciando a funzionare a dovere. C’è chi caparbiamente continua a sperare che qualcosa cambi e che il “sistema Paese” si rimetta in funzione, investendo in proprio, perché di credito in giro ce n’è davvero poco. C’è chi sceglie invece di sopravvivere, accontentandosi di quello che ha.
E c’è chi studia la situazione, non si butta, ma aspetta, elabora progetti e si mette all’opera per realizzarli solo quando il processo è ottimizzato al massimo.
In un Paese, l’Italia, dove di risorse ve ne sono ben poche, forse questa è la strada giusta. Bisogna guardare oltre, senza gettarsi nel calderone di un mercato ormai saturo di qualsiasi cosa. Devo dire che in questo frangente ammiro molto i giovani: sono diversi rispetto alla mia generazione, meno ambiziosi e coraggiosi, più timorosi di sbagliare che vogliosi di riuscire. Sanno che non possono sbagliare. Interessante, perché un tempo erano gli Over 30 a muoversi in questo modo.

Che la crisi sia stata maestra in tal senso? Lo speriamo, ma intanto credo sia giusto perseguire questa strada in cui le start up mettono su progetti di lavoro per migliorare la vita delle persone. Non abbiamo bisogno di negozi, abbiamo bisogno di uomini che li sappiano gestire. Non ci servono strutture ultramoderne, se poi non se ne sfrutta il potenziale. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, perché questa è la via per avvicinarci alla fine del tunnel.

Guardo con interesse al nuovo business del food, dove è proprio la creatività molto spesso a decretare il successo di un’impresa. Osservo il business delle nuove tecnologie, come ad esempio quelle legate agli abiti con dispositivi tecnologici in grado di tenere sotto controllo i nostri parametri. Mi fa piacere assistere ad una nuova spinta della sartoria 2.0, che ripropone un mestiere vecchio quanto il mondo in una chiave moderna, oppure constatare come il business del benessere e della cura del proprio corpo sia in crescita costante. Di cosa abbiamo bisogno? E questa la domanda che dobbiamo porci.

Perché molto spesso la risposta ci porterà a renderci conto che oggi, fra mille difficoltà è probabilmente più facile soddisfare le nostre necessità, creandoci pure un business sopra. È un po’ come con l’oroscopo: quello che leggiamo sui giornali è una tendenza, ma il PROPRIO oroscopo personale è ben altra cosa…
La creatività è alla base della riuscita perché ci permette di distinguerci facendo qualcosa di diverso. Allinearsi al mondo attuale, non potrà che proiettarci in una condizione che già conosciamo. Darci da fare inziando a creare qualcosa che soddisfi i nostri desideri, ci potrebbe portare lontani da quel famoso momento di cui sopra. Anni luce lontani da un’epoca che dobbiamo prima possibile metterci dietro le spalle.

 

Tratto da Uomo&Manager di Febbraio 2017

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