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Sèleco Design Workshop: al via la riprogettazione dei nuovi televisori

Aurelio Latella

I Millennials e le generazioni appena precedenti conoscono bene il brand Sèleco. Dopo tutto, chi non ha mai avuto un apparecchio con questo marchio in casa propria? Ebbene, dopo anni in chiaro scuro, ora l’azienda potrebbe tornare a splendere. 

16 giovani designer provenienti da vari paesi esteri e 7 giorni di “creative camp” sono già all’opera per ricreare il design dei nuovi Tv Séleco e sviluppare concept innovativi per rilanciare il brand sul mercato. Dove? A Lucca, nell’hub creativo e multietnico con il Sèleco Design Workshop.

Cinque giorni per portare avanti un progetto ideato e organizzato dalla Aurelio Latella Advisory, per conto di Twenty Spa, giovane e dinamica realtà dell’elettronica di consumo in Italia che ha recentemente acquisito il marchio Séleco e avviato una fase di rilancio sul mercato nazionale e internazionale.

Con un approccio totalmente “disruptive”, ispirato ai principi del Design Thinking, 16 giovani “televisionari”, appartenenti al network dello IED, Istituto Europeo del design – uno dei centri di formazione di matrice italiana più prestigiosi a livello internazionale    – avranno la possibilità di immergersi nella realtà Séleco e lavorare in modo intensivo al rilancio del brand e al design industriale del prodotto.

Sotto la guida dei docenti dello IED e degli art director Francesco Subioli (Executive Member Adi, l’associazione che bandisce ogni anno il celebre Compasso d’oro) e Marco Pietrosante (docente Isia – l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Pordenone), i ragazzi, provenienti da Cina, Spagna, Ghana , Argentina , Svezia e Kurdistan e Italia, saranno invitati a riscoprire la storia e l’immaginario legato al famoso marchio friulano per proporre, in chiave attuale, geometrie, colori e materiali capaci di trasformare lo schermo in un oggetto di design e arredo, liberandosi da forme anonime e standardizzate che caratterizzano l’attuale mondo high tech.

Ma non solo. “Iniziative di questo tipo – sottolinea Aurelio Latella, ideatore del progetto – grazie alla contaminazione tra le fertili menti dei creativi e l’expertise di settore del management aziendale, realtà spesso molto distanti tra loro, conducono a innovazioni radicali anche nei processi, servizi e modelli di business, proponendo soluzioni tecniche e progettuali a cui l’azienda da sola non avrebbe mai pensato. Il nostro approccio che chiamiamo (C.I.B. – Creative Inspired Business Model), e che già abbiamo sperimentato con successo presso importanti brand italiani del settore manifatturiero e agroalimentare è quello tipicamente induttivo e disruptive delle start up più innovative, che hanno letteralmente sovvertito le regole in diversi settori, scalzando completamente i player tradizionali. Cito ad esempio Airbnb nel settore degli hotel, Uber per il servizio di taxi, Amazon kindle nell’editoria. Siamo convinti che un approccio di questo tipo possa aiutare le aziende italiane a competere di nuovo, anche in settori più tecnologicamente avanzati, come quello dell’elettronica di consumo, dove siamo ormai in posizioni di retroguardia”.

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