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Simone Ranucci Brandimarte: “Da pionieri a innovatori”

Digital Marketing, due parole che in un’epoca dove a dettar legge sul mercato è chi sa farsi vedere nel modo giusto sul web. Molti millantano grandi capacità e prospettive, pochi sanno realmente produrre risultati reali. Noi abbiamo incontrato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di DigiTouch per analizzare al meglio la situazione attuale.

Il Gruppo DigiTouch è il primo AdTech Group in Italia e uno dei principali player indipendenti italiano attivo nel digital marketing. Nato nel 2007, è quotato sul Mercato AIM Italia dallo scorso 16 marzo 2015.

Grazie a un’offerta integrata di prodotti di marketing e advertising e di servizi di data management e profiling, il Gruppo ha un ricco portfolio di clienti di medie e grandi dimensioni, operanti in diversi settori merceologici.

Tre le aree di competenza:

  1. Mobile Marketing, Social & Branded Content: il Gruppo offre servizi di mobile advertising su Smartphone, Tablet e sui nuovi device connessi; inoltre definisce strategie di comunicazione sui canali Social e gestisce progetti originali per ingaggiare emozionalmente il pubblico a 360° (contenuti editoriali, Branded Content video, digital PR);
  2. Performance: il Gruppo sviluppa campagne di advertising con un approccio orientato al risultato e alla performance, unendo creatività e gestione del dato;
  3. Mobile Data Profiling & Analytics: il Gruppo ha sviluppato una piattaforma tecnologica di gestione di cluster anonimi e autorizzati, raccolti dalle Telco per la loro valorizzazione nel planning di campagne advertising su mobile; inoltre ha sviluppato un servizio di mobile analytics per editori e brand che hanno mobile sites o mobile apps e vogliono conoscere il profilo socio-demo dei visitatori.

Fondato e gestito da pionieri del mercato web e mobile Europeo, già protagonisti di note iniziative di successo come Buongiorno, Glamoo, OneBip e Neo Network, il Gruppo DigiTouch conta oggi circa 100 dipendenti, ha headquarter a Milano e una sede a Roma.

Digital Marketing, due parole che in un’epoca dove a dettar legge sul mercato è chi sa farsi vedere nel modo giusto sul web. Molti millantano grandi capacità e prospettive, pochi sanno realmente produrre risultati reali. Noi abbiamo incontrato Simone Ranucci Brandimarte, Presidente del Gruppo DigiTouch per analizzare al meglio la situazione attuale.

Il Gruppo DigiTouch è il primo AdTech Group in Italia e uno dei principali player indipendenti italiano attivo nel digital marketing. Nato nel 2007, è quotato sul Mercato AIM Italia dallo scorso 16 marzo 2015.

Grazie a un’offerta integrata di prodotti di marketing e advertising e di servizi di data management e profiling, il Gruppo ha un ricco portfolio di clienti di medie e grandi dimensioni, operanti in diversi settori merceologici.

Tre le aree di competenza:

  1. Mobile Marketing, Social & Branded Content: il Gruppo offre servizi di mobile advertising su Smartphone, Tablet e sui nuovi device connessi; inoltre definisce strategie di comunicazione sui canali Social e gestisce progetti originali per ingaggiare emozionalmente il pubblico a 360° (contenuti editoriali, Branded Content video, digital PR);
  2. Performance: il Gruppo sviluppa campagne di advertising con un approccio orientato al risultato e alla performance, unendo creatività e gestione del dato;
  3. Mobile Data Profiling & Analytics: il Gruppo ha sviluppato una piattaforma tecnologica di gestione di cluster anonimi e autorizzati, raccolti dalle Telco per la loro valorizzazione nel planning di campagne advertising su mobile; inoltre ha sviluppato un servizio di mobile analytics per editori e brand che hanno mobile sites o mobile apps e vogliono conoscere il profilo socio-demo dei visitatori.

Fondato e gestito da pionieri del mercato web e mobile Europeo, già protagonisti di note iniziative di successo come Buongiorno, Glamoo, OneBip e Neo Network, il Gruppo DigiTouch conta oggi circa 100 dipendenti, ha headquarter a Milano e una sede a Roma.

Presidente Brandimarte, nel 2007 avete dato il via ad un progetto chiamato DigiTouch: da dove è nata questa iniziativa e a cosa vi ha portato?

È nata dall’idea di poter creare valore per le grandi aziende italiane tramite il mobile advertising. All’epoca gli investimenti pubblicitari nel settore erano minimi ed erano legati agli sms. Ma le nostre esperienze pregresse ci hanno portato a credere nei servizi a valore aggiunto a contenuto sugli smartphone. Abbiamo iniziato ad offrire alle aziende le novità di questo settore in ambito advertising. I primi anni sono stati molto difficili, malgrado l’azienda sia sempre stata profittevole. Negli anni siamo cresciuti con il mercato e nel 2011 abbiamo raggiunti i 2 milioni di euro di fatturato e l’anno successivo li abbiamo raddoppiati. Da lì abbiamo preso consapevolezza del fatto che il mercato c’era. Quindi abbiamo cominciato a capire che potevamo crescere ancora di più, ed abbiamo acquisito uno dei nostri competitor. Oggi abbiamo un volume d’affari di poco meno di 30 milioni di euro, anche grazie alla quotazione sul Mercato AIM in Italia. Per noi è stato importante seguire le tendenze del nostro mercato di riferimento…

Cosa significa occuparsi oggi in Italia di digital marketing?

Dal 2007 al 2010, eravamo dei pionieri. Dovevamo educare ed evangelizzare i clienti: era un business di frontiera. Dal 2010 il mercato dell’adv digitale è cresciuto e con lui i budget, oltre alla consapevolezza delle nuove opportunità da parte dei manager. Oggi noi siamo considerati degli innovatori che danno valore alle aziende. Il budget per il digitale è di circa il 32% del totale e questo lo rende un canale di comunicazione principale ed è trattato come tale.

Che tipo di mercato è il vostro?

Se guardiamo le statistiche, nelle economie anglosassoni siamo al 42%, quindi si può ancora crescere. Chi vuole essere performante deve essere all’avanguardia ed in grado di sfruttare le nuove tecnologie si presentano con grande velocità. Sul digitale è possibile pagare meglio, addirittura a performance. Questa evoluzione è destinata a continuare. Noi ci aspettiamo una grande crescita nei prossimi anni, legata anche alla crescita dei nuovi canali come i wearable device, l’internet of thing e molto altro.

Chi sono i vostri clienti?

Tutte le aziende che investono in pubblicità, i principali gruppi italiani. I settori che investono maggiormente sono assicurazioni e servizi finanziari, ma anche automotive, players di e-commerce, utility… Oggi sono cambiate le strategie di vendite. La rete offre anche alle realtà locali di competere con i grandi gruppi e questo per noi è un grande vantaggio.

A che punto è il processo di crescita in Italia della consapevolezza delle possibilità del web?

Oggi in Italia si ha la consapevolezza delle potenzialità del web. Se c’è un’area che è ancora debole nel settore è la professionalità, ma credo che questo problema si andrà a risolvere in pochi anni.

Recentemente avete dato il via a operazioni importanti come la cessione di Mediamo e l’aumento di capitale di Audiens: con quali scopi?

Nel nostro settore è fondamentale crescere velocemente ma anche non perdere opportunità. Abbiamo fatto 4 acquisizioni in pochi mesi e ne faremo altre. Fa parte del processo di crescita. La cessione di MediaMob è avvenuta perché non era più strategica per noi. L’aumento di capitale di Audiens è stato deciso per accelerare la crescita dell’azienda e acquisire nuovi capitali. La strategia del gruppo rimane di natura acquisitiva.

Il vostro è un gruppo che si occupa di vari settori: dal data profiling, al finanche, fino all’automotive. Quali sono i vostri obiettivi immediati e futuri?

Vogliamo essere più rilevanti nel panorama advertising italiano e aumentare volumi e numero di clienti. Tre sono i nostri obiettivi: aumentare bacino di offerta e prodotti, diventare sempre più rilevanti con i clienti assumendo per loro l’immagine di agenzia di riferimento, continuare ad investire in innovazione. Vogliamo raggiungere un volume di business di 100 milioni di euro, con una percentuale importante proveniente dall’Italia, ed una considerevole dall’estero.

 

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