Smart City e IoT: se ne è parlato a Rimini

Smart City e, più in generale, città del futuro. Argomenti che interessano tutti noi che per lavoro soprattutto siamo obbligati a viverle in situazioni non propriamente agevoli. Di questo e molto altro si è discusso in occasione del convegno Utility per l’IoT – motore dell’innovazione distribuita organizzato da Enea e Gruppo SGR, Società Gas Rimini, nell’ambito del Key Energy di Ecomondo e tenutosi a Rimini.

Sicurezza e rivoluzione per Massimiliano Mazza Business Development & Innovation Utilia S.p.A., Gruppo SGR. “La sicurezza del sistema è importante se si considerano gli ultimi fatti di cronaca possiamo dire che è fondamentale. Le utility, in questo settore possono fare molto, noi abbiamo iniziato con un laboratorio che oggi fornisce progetti e soluzioni”.

L’Internet Delle Cose (IoT) – ha continuato Mazza – promette di rivoluzionare le nostre vite, sia come cittadini sia come consumatori, attraverso una radicale trasformazione del nostro modo di relazionarci con il “territorio”, altrettanto trasformato dall’innovazione digitale. Per avere successo nel nostro Paese questa evoluzione ha necessità di soggetti “distribuiti” sui nostri territori che siano il motore dell’innovazione, che dovrà essere “localizzata”, sostenibile e garantita a tutti”.

L’Italia ha già affrontato in passato periodi di forte evoluzione con un modello di grande efficacia: è successo con l’elettrificazione del nostro Paese che ha portato l’energia prodotta e distribuita da 100 milioni di Kwh del 1898 ai 56 miliardi di Kwh degli anni 60.

Questo “miracolo italiano” è stato reso possibile dall’azione di 1200 soggetti “locali” distribuiti sul territorio nazionale, antesignani delle aziende municipalizzate e delle odierne utility.

“Le stesse utility locali, che oggi come ieri – ha concluso Massimiliano Mazza – vogliono e devono essere questi motori di innovazione ‘distribuita’, sono impegnate in una fortissima evoluzione dei propri modelli di business e delle proprie competenze, affrontando con la stessa sensibilità al territorio sia le attività ‘tradizionali’ sia le nuove tecnologie digitali, che impongono grande attenzione a nuove tematiche molto “delicate” come, ad esempio, la cyber-security”.

“Un data base di best practice potrebbe aiutare molto i comuni a vedere le opportunità – è quanto detto da Gerardo Paloschi, direttore generale di Linea Com e di Utilitalia – a Milano ad esempio stiamo investendo 15 milioni di euro per il monitoraggio dei alcune migliaia di cassonetti per il ritiro intelligente. Con Anci a questo proposito abbiamo fatto una convenzione per creare questo database delle best practice”.

Per Agnese Cecchini, del gruppo Italia Energia, anche i comunicatori hanno una responsabilità. “Le città intelligenti non sono i led applicati, ma progettualità in divenire dove comuni e attori sono i protagonisti. Per raccontare la giusta versione, noi comunicatori, abbiamo bisogno di giuste progettualità e una cultura diffusa. Poi saremo felici di fare la nostra parte raccontando le pratiche migliori”.

 

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