Sostenibilità: parola chiave di un’azienda vincente!

Sostenibilità Aziende

Impatto ambientale, rispetto dei diritti dei lavoratori e governance trasparenti sono ormai fattori imprescindibili di competitività e gli indicatori ESG (Enviromental Social and Governance criteria) sono diventati i parametri di giudizio dei CEO alla base delle scelte aziendali.

Si tratta di criteri di valutazione dell’impegno dell’impresa in campo ambientale, sociale e rappresentano il modello di riferimento per un’impresa sostenibile e responsabile. Tra i criteri ambientali si ricomprendono ad esempio emissioni di gas nell’aria, gestione delle risorse idriche, tutela della biodiversità, del suolo e delle risorse naturali, sviluppo del capitale umano, risparmio ed efficienza energetica, tra quelli sociali, invece, diritti umani, sviluppo del capitale umano, attrazione di talenti, pari opportunità e diversità, salute e sicurezza, mentre per governante si fa riferimento ad indipendenza, remunerazione, corruzione, diritti degli azionisti, risk management e qualità del sistema di audit.

Sostenibilità può far rima con redditività

Parlare di sostenibilità non significa mettere in discussione che la priorità di un’azienda sia garantire la redditività. Se spesso per azienda sostenibile si intende solo una realtà attenta all’ambiente con principi etici, va sottolineato il ruolo della “stabilità competitiva”, un’espressione secondo cui un’azienda può essere considerata realmente sostenibile solo se è anche in grado di garantire una posizione di business competitiva con ritorni stabili nel tempo lungo tre direttrici. Innanzitutto, per essere stabilmente competitiva, un’azienda deve poter creare valore condiviso in modo duraturo nel tempo con tutti gli stakeholder del contesto di riferimento, misurare le decisioni di business sulla base degli impatti (economici e non) che ne derivano e comunicare gli impatti di sostenibilità delle decisioni per ciascun stakeholder. Secondo i criteri definiti da MBS Consulting, sono almeno cinque i fattori vincenti di un’azienda sostenibile. In primo luogo occorre avere una visione di lungo termine, senza focalizzarsi troppo sul ritorno immediato. Meglio guardare alla creazione continua di valore nel medio lungo periodo e non privilegiare nessuno stakeholder a scapito degli altri. Una visione a breve e spesso rischiosa è quella che mira alla massimizzazione dell’azionista ma il rischio quasi certo sarebbe quello di creare effetti negativi su clienti, dipendenti, distributori e fornitori o ancora sull’ambiente e sulle comunità locali, inficiando la credibilità dell’azienda, la motivazione dei professionisti, i contatti importanti con il mercato e minando la posizione competitiva aziendale.

I fattori determinanti

Conoscere gli stakeholder rappresenta un altro punto chiave per un’azienda sostenibile vincente. Avere una buona conoscenza delle relazioni con gli interlocutori aziendali stimola la creazione di sistemi gestionali atti a monitorarne le evoluzioni. È il caso di strutturare dei sistemi di reporting relativi alle performance di creazione valore verso i propri stakeholder, verificando il grado di soddisfazione dei clienti e della qualità dei rapporti con i fornitori soprattutto con quelli che sono parte integrante del prodotto/servizio offerto. In questo senso, anche le indagini tra i dipendenti possono agevolare i meccanismi gestionali interni e i percorsi di carriera. Dopo una conoscenza approfondita degli stakeholder, è importante quantificare la loro soddisfazione e inserire gli obiettivi sul tema nei sistemi di pianificazione e controllo dell’azienda, prevedendo un sistema di incentivi e premi per il management nel raggiungerli. Gli obiettivi, coerentemente con la visione di lungo periodo, dovrebbero abbracciare orizzonti pluriennali e comprendere parametri che esplicitino la relazione tra soddisfazione degli stakeholder e performance di business. Nel caso di obiettivi non raggiunti o non raggiungibili sarebbe opportuno esplicitare il rischio di non soddisfazione in termini di impatto economico per l’azienda. Ogni scelta aziendale si misura sul trade-off tra la massimizzazione dell’azionista e il mantenimento di equilibrio tra tutti gli altri portatori di interesse ed è dunque fondamentale considerare gli stakeholder nei meccanismi decisionali dell’azienda. Va quindi sottolineato che la creazione di valore non va misurata ex-post alla fine dell’anno, ma va trattata nella normale operatività per rendere consapevole l’organo decisionale dell’azienda sulla reale situazione per ogni stakeholder. Ultimo fattore vincente è fare cultura interna perché generare valore per gli stakeholder deve essere visto come una mission aziendale. La generazione di valore per gli stakeholder coincide con la solidità della posizione competitiva dell’azienda e il management deve diventarne sempre più consapevole. Parte integrante della cultura aziendale deve necessariamente essere il concetto di interfunzionalità e di corresponsabilità nella gestione e nell’impatto sugli stakeholder.

Italia: la sostenibilità non è un optional  

Il 40% delle imprese italiane dichiara di integrare la sostenibilità nel proprio core business. Un valore di circa dieci punti percentuali inferiore rispetto alla media globale, ma che segna il passaggio a una visione della sostenibilità come elemento da integrare nelle strategie aziendali. Circa 1 azienda italiana su 2 si è dotata di una policy ad hoc e altrettante hanno investito in iniziative specifiche nell’ultimo triennio. In vetta alla classifica delle azioni intraprese figurano le politiche di mitigazione degli impatti (35%), le attività per la diffusione della cultura della sostenibilità (29%) e lo stakeholder engagement (19%).

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