Staufen Italia ed il Lean Enterprise

Staufen Italia

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Alla base del lavoro di Staufen c’è la Lean Enterprise che supporta le aziende a ottimizza i loro processi di creazione di gestione e ne aumenta il valore. Eleva, inoltre, l’efficienza dei processi di innovazione e sviluppo di prodotto.

L’obiettivo è chiaro, ma per metterlo in atto occorreva creare una struttura che fosse all’altezza: i consulenti di Staufen, infatti, sono manager che per anni hanno ricoperto ruoli di leadership nelle varie realtà in cui hanno prestato servizio. Sono in possesso di una profonda conoscenza del pianeta industria e vantano un’incredibile capacità di focalizzare i progetti,  sono sottoposti ad una formazione interna continua ed hanno esperienza internazionale decennale, oltre ad essere orientati ai risultati e implementano le attività in maniera pragmatica. In pratica, sono degli autentici angeli custodi per le aziende che richiedono il loro intervento. Ma cos’è il Lean Management e come agisce Staufen nel nostro Paese? Ne abbiamo parlato con Giancarlo Oriani, CEO della Staufen Italia.

Staufen, arriva in Italia nel 2007. Perché?

Staufen arriva in nel 2007, con l’obiettivo di portare la competenza industriale e organizzativa tedesca in Italia. Connubi come Schumacher – Ferrari sono stati ispiratori. Riteniamo che il grande potenziale imprenditoriale italiano, se coniugato con una maggiore attenzione all’organizzazione e all’efficienza possa portare grandi risultati.

In cosa consiste il vostro metodo?

Sicuramente il cardine è il “lean thinking”, l’orientamento all’azienda snella (la cosiddetta “Lean Enterprise”). Il lean non è un metodo, è  innanzitutto un approccio mentale. A questo si deve aggiungere tanta esperienza aziendale. La capacità di aiutare le aziende non nasce dai banchi delle business school, o da check list metodologiche: nasce dall’aver lavorato sul campo, intensamente. Infine convinzione ed entusiasmo: non si può aiutare gli altri a cambiare e migliorare se si è “molli” e indecisi.

Lean Enterprise: ce lo spiega meglio?

La Lean Enterprise è come un campione sportivo: muscoli e niente grasso. Quindi fa in fretta ciò che serve al cliente, e solo quello: niente sprechi, niente burocrazia.

Per realizzare la Lean Enterprise bisogna applicare il “lean thinking”. Quest’ultimo è un approccio mentale che porta a vedere l’organizzazione aziendale in un modo completamente diverso. Eliminare gli sprechi vuol dire produrre solo ciò che serve quando serve, mettendo la produzione a flusso e “tirata”. I magazzini non sono un asset, ma un disturbo. Il grande capannone non è un segno di forza, ma uno spreco. La produzione non si gestisce con complicati sistemi informatici e da lontano, ma in officina e con strumenti semplici.

Attenzione però: non bisogna snellire l’azienda solo in produzione, ma anche (oggi soprattutto) negli uffici. Cosa connota il lean thinker dal manager tradizionale? Faccio un esempio banale, ma significativo: per un manager tradizionale il telefono che continua a squillare in riunione rappresenta l’importanza della persona che è chiamata a risolvere problemi; per il lean thinker è solo un disturbo che riduce l’efficienza della riunione.

L’approccio deve peraltro essere molto pragmatico: il fine non è il Lean, ma il conto economico. Ed è chiaro come i principi base del lean thinking migliorino gli indicatori prestazionali (qualità, efficienza, lead time) e i fattori competitivi e quindi il conto economico.

Per introdurre la mentalità del “Lean thinker” e creare la “Lean Enterprise” bisogna fare la “Lean transformation”, un complesso, pluriennale, processo di cambiamento.

Il servizio completo lo troverete sul numero di Agosto/Settembre di Uomo&Manager! Scaricalo!

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