Storytelling, il nuovo modo di comunicare

Storytelling. Una parola che fa sempre più parte del vocabolario degli uffici marketing e comunicazione delle aziende, grandi e medie. Ma che cos’è?

L’arrivo del web e dei social network, tra le altre cose, hanno modificato il modo di “comunicare un prodotto”, di qualunque genere esso sia. Il lettore non vuole più leggere il proprio sito preferito, tra banner a luce intermittente e finestre che si aprono all’improvviso con messaggi ADV freddi e distaccati, seppur diretti. L’experience è la chiave del successo: i navigatori del web vogliono emozionarsi, vogliono sentirsi raccontare una storia. Ed è proprio per questo che nasce lo storyteling.

Questo nuovo strumento non deve essere inteso semplicemente come il racconto della storia di un prodotto, ma come il mezzo per coinvolgere l’utente e “costringerlo” mentalmente quantomeno ad ascoltare (vedere) il messaggio che si vuole comunicare.

Fare storytelling significa “fidelizzare” l’usufruitore, facendolo sentir parte di qualcosa: facendogli rivivere un periodo della propria personale storia, o proponendogli un prodotto/servizio come un qualcosa che già fa parte della sua vita senza saperlo, da sempre ed è dunque indispensabile. Lo fa attraverso immagini, video, musiche: il riconoscimento è quasi una naturale conseguenza della narrazione.

I social network in particolare hanno fornito i mezzi ed il terreno migliore che il corporate storytelling possa essere recepito e ascoltato.

È questo il modo migliore di farsi conoscere (o riconoscere) al giorno d’oggi? Sembrerebbe proprio di sì. Le grandi realtà lo hanno recepito da tempo. Sarebbe interessante riuscire a coinvolgere ora anche le piccole realtà. Ne verrebbero fuori straordinarie esperienze.

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