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Intelligenza artificiale e Machine Learning: l’importanza dei dati

Big data e innovazione. Le informazioni in possesso delle aziende sono sempre di più, grazie soprattutto ad una serie di strumenti che nel corso degli anni hanno reso piú immediato il contatto con clienti e fornitori.

La continua frammentazione dei media e delle audience, così come il rapido aumento del numero di dispositivi e piattaforme utilizzati, rendono il marketing sempre più complesso. Per gestire queste enormi quantità di dati, alcune grandi realtà hanno già concluso le prime sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. E se da un lato i costi sono ancora piuttosto elevati, dall’altro i risultati sono davvero entusiasmanti.

Tra le promesse dell’intelligenza artificiale, c’è quella di muoversi oltre i limiti per analizzare e correlare dati su vasta scala,  simulando le capacità del cervello umano con un chiaro riferimento all’abilità di pensare e apprendere autonomamente in maniera direttamente proporzionale al numero d’informazioni verso cui si è esposti, adattandosi al cambiamento. Si parla del cosiddetto Machine Learning. Molti degli avanzamenti in ambito Artificial Intelligence sono dovuti all’aumento della potenza di calcolo, ma anche allo streaming di dati ottenuto da dispositivi e sensori interconnessi. Con il continuo aumento del numero di prodotti e servizi disponibili online, i clienti sono sempre più alla ricerca di brand che offrano un’esperienza altamente personalizzata.

Gli ambiti di applicazione

Come acceleratore d’innovazione, l’AI si sta caratterizzando come la tecnologia fondante in specifici ambiti. Ne sono un esempio le auto a guida autonoma e gli algoritmi di trading in ambito finanziario, fino ai sempre più diffusi chatbot per l’assistenza alla clientela. Altri ambiti comprendono l’utilizzo della robotica per l’automazione di processi umani ripetitivi in ottica di Industry 4.0 nel settore manifatturiero ma anche operazioni di uso molto più comune come la traduzione dal linguaggio naturale e l’interpretazione/conversione di testo (dato destrutturato) in segnali (dato strutturato), utile soprattutto nel settore dei servizi. A supporto dell’avvento del digitale, l’AI viene usata anche per l’offerta o la selezione di contenuti e notizie personalizzate per una migliore customer experience sul web.

Nuovi modelli di business

Quando si valuta la possibilità d’introdurre un paradigma d’intelligenza artificiale all’interno dei propri sistemi, disponibilità e facilità di accesso ai dati costituiscono le considerazioni preliminari, fermo restando che più i data sono “big”, migliore sarà l’intervento. Non solo, anche la qualità e l’accessibilità del dato sono fattori fondamentali da tenere in considerazione. D’altra parte, in mancanza di processi, strutture e risorse adeguate, difficilmente un progetto di AI e Machine Learning mostrerà tutte le sue reali potenzialità, anche in ambito Big data management. In imprese non native digitali raramente la struttura organizzativa e decisionale ha seguito il modificarsi della tecnologia di analisi dei dati. In ogni caso il coinvolgimento del Top Management è sempre richiesto nel momento del processo di decision making strategico che non può e non deve essere demandato alla “macchina”, ma è fondamentale che non vi sia diffidenza verso l’AI e i cambiamenti tecnologici.

L’intelligence emotiva per prevedere i nostri desideri di acquisto

L’intelligenza artificiale aiuta le imprese a identificare gli schemi comportamentali e prevedere il prossimo passo del customer journey degli utenti. Con l’AI è possibile comprendere il comportamento degli utenti e identificare il momento esatto – basato sul loro stile di vita, sul carattere e sul probabile umore – per veicolare un messaggio che gli utenti sono felici di ricevere. Questo livello di personalizzazione consente di ottenere un maggior engagement, brand awareness e ROI, oltre a un inferiore costo per acquisizione. Si sta inoltre lavorando a un’interfaccia “brain-to-computer” che permetta alle persone di comunicare col pensiero con PC o notebook e a una tecnologia in grado di “ascoltare” tramite le vibrazioni della pelle. Il risultato di questi studi potrebbe essere particolarmente importante per i professionisti del marketing, il cui successo dipende da una profonda comprensione di desideri, motivazioni e comportamenti dei consumatori per creare messaggi personalizzati, rilevanti e persuasivi. Tuttavia, già ora l’intelligenza artificiale è in grado di collegare le esperienze degli utenti con i loro sentimenti in uno specifico momento. Nonostante non sia in grado di dire con certezza se l’utente sia arrabbiato, felice o dell’umore giusto per effettuare un acquisto, l’intelligenza artificiale riesce a processare moltissimi dati in tempo reale per identificare il momento esatto in cui è più ricettivo al messaggio, prodotto o offerta dell’azienda. Questa trasformazione cambierà il modo in cui marketer e agenzie pensano al loro business e sviluppano la loro strategia marketing. Al contempo, aziende e team marketing ottengono un maggior controllo, creano più engagement, riducono le opportunità perse e creano comunicazioni significative per i consumatori, comprendendo i loro stati d’animo e la propensione all’acquisto.

 

Tratto da Uomo&Manager di Settembre 2017

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