Management e dipendenti: il gap è un ostacolo alla trasformazione digitale?

Gap manager e dipendenti

Se si guarda all’Italia, si pensa ad un Paese senza opportunità lavorative per i più giovani, alla disoccupazione e ai lunghi tempi burocratici (e non) che rallentano il turn over del personale. Un Paese che vede nell’organico delle aziende persone con esperienza ma che spesso non sono al passo con i tempi e non riconoscono da vicino l’evoluzione tecnologica che ci sta travolgendo.

Se è vero che il futuro è digitale e che i giovani millennials sono il digitale, c’è qualcosa che non torna, ma non solo in Italia. A fare un po’ di luce sulla questione ci ha pensato Capgemini coadiuvata dall’analista Brian Solis che ha pubblicato uno studio intitolato “The Digital Culture Challenge: Closing the Employee-Leadership Gap“, realizzato intervistando più di 1.700 dipendenti in 340 aziende in otto Paesi, tra i quali l’Italia.

Un gap significativo tra leadership e dipendenti 

Lo studio è stato condotto lungo cinque settori industriali: automotive, banche/assicurazioni, prodotti di consumo, retail e telecomunicazioni e ha visto la partecipazione di un campione di intervistati così ripartiti: 20% sono dirigenti senior, 40% manager di fascia media e il restante 40% dipendenti che non hanno ruoli decisionali.  Quello che è emerso è un profondo divario culturale tra il management e il personale sull’esistenza di una cultura digitale all’interno delle loro imprese. Il 40% dei dirigenti di alto livello ritiene che la propria azienda abbia una cultura digitale, ma solo il 27% dei dipendenti intervistati concorda con questa affermazione.

“Per competere con il futuro, le aziende devono investire in una cultura digitale che raggiunga tutti. La nostra ricerca mostra che la cultura è sia il primo ostacolo che il catalizzatore della trasformazione digitale e dell’innovazione”, ha dichiarato Solis. “Molti dirigenti ritengono che la loro cultura sia già digitale, ma i dipendenti non sono d’accordo. Questo gap significa la mancanza di una visione e di una strategia digitale, e di un piano di esecuzione tattica dall’alto. Coltivare una cultura digitale significa aver compreso come la tecnologia sta cambiando comportamenti, lavoro e dinamiche di mercato”, ha aggiunto Solis. “Aiuta tutte le parti interessate a crescere in modo più efficace in uno scenario aziendale in continua evoluzione”.

I fattori analizzati e i dati emersi

L’indagine ha chiesto ai partecipanti di valutare la cultura digitale delle propria azienda basandosi su sette fattori: pratiche di collaborazione, innovazione, cultura aperta, mentalità digital-first, agilità e flessibilità, centralità del cliente e cultura data-driven. Nel complesso, il rapporto ha rilevato che il 62% degli intervistati vede la cultura aziendale come uno dei maggiori ostacoli nel percorso per diventare un’azienda digitale. Inoltre, i dati mostrano che la situazione è peggiorata di sette punti percentuali rispetto al 2011, quando Capgemini ha iniziato la sua ricerca in questo settore. Il report evidenzia che i dipendenti non vedono la cultura della loro azienda come “digitale” ma nelle conclusioni è evidente che il gap sulla cultura digitale è una conseguenza del fatto che il management non comunica una chiara visione digitale all’azienda e che spesso vengono a mancare modelli di ruoli digitali e KPI allineati agli obiettivi di trasformazione digitale. “Le aziende devono coinvolgere e ispirare tutti i dipendenti per consentire il cambiamento culturale; lavorare su questo divario tra leadership e dipendenti è un fattore chiave per la crescita”, ha dichiarato Cyril Garcia, responsabile dei servizi digitali di Capgemini. “Le aziende che fanno della cultura digitale un pilastro strategico miglioreranno i loro rapporti con i clienti, attireranno i migliori talenti e saranno pronte per il successo nel mondo digitale”. Anche l’innovazione è un punto critico per molte aziende. “Solo il 7 per cento delle aziende intervistate ritiene di poter testare nuove idee e implementarle rapidamente”, ha rilevato l’indagine. “Questo dato rispecchia la percezione dei dipendenti sulla cultura dell’innovazione. Solo il 37% degli intervistati afferma che la propria azienda ha una cultura di innovazione, sperimentazione e rischio, contro il 75% dei dirigenti senior. Le aziende devono creare un ambiente in cui i dipendenti possono sperimentare”.

Strategia digitale, questa sconosciuta

La ricerca ha evidenziato considerevoli differenze tra ciò che il management e i dipendenti percepiscono come una chiara strategia digitale. Il 60% degli intervistati in posizioni di leadership ha affermato di avere una strategia ben definita per raggiungere i proprio obiettivi digitali, mentre solo il 37% dei dipendenti è in linea con questa affermazione. Il tema delle pratiche di collaborazione, inoltre, ha suscitato un forte disaccordo. Se da un lato l’85% dei dirigenti ritiene che la propria azienda promuova la collaborazione interna, solo il 41% dei dipendenti si trova d’accordo con questa affermazione. Stando a quanto emerso dallo studio di Capgemini, le aziende non stanno coinvolgendo i dipendenti nel cammino di cambiamento culturale, un concetto fondamentale per formare una cultura digitale efficace e accelerare la trasformazione culturale dell’azienda. Cosa ne risulta? Le aziende rischiano di rimanere indietro nella competizione che caratterizza il contesto digitale odierno. Leader e management aziendale sono fondamentali per tradurre la visione digitale più ampia in risultati tangibili e premiare i comportamenti digitali positivi.

Come rimettersi sui binari 

Creare una cultura digitale e influenzare il cambiamento richiede pazienza, tenacia e monitoraggio costante. Il report si conclude con alcuni suggerimenti per le aziende per adottare una cultura digitale:

• Dislocare agenti di cambiamento digitale e consentire ai dipendenti di guidare la cultura digitale

• Progettare nuovi KPI digitali, focalizzati sui comportamenti

• Rendere tangibile il cambiamento verso la cultura digitale

• Investire nelle competenze digitali che contano

• Comunicare chiaramente una visione digitale e dimostrare il coinvolgimento tangibile della leadership

• Utilizzare strumenti di collaborazione digitale per aumentare la trasparenza e comunicare con i dipendenti

• Adottare un approccio sistematico di pensiero verso il cambiamento culturale

 

 

Tratto da Uomo&Manager di Luglio/Agosto 2017

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *