Qualunque cosa accada, noi siamo lo start up di noi stessi!

Lo start up di noi stessi

Partiamo da un presupposto strategico. Qualsiasi sia il vostro orizzonte, una delle cose più importanti è che si focalizzino tutte le energie su un obiettivo ben definito. Quale? Lo sappiamo ormai a memoria, è la conoscenza. Qualche dato? Nei prossimi tre anni, è prevista una crescita di circa 15 milioni di persone altamente qualificate mentre per la domanda di lavoratori con qualifiche formali di basso livello è stimata in calo di circa 11 milioni.

È per questo che è importante formare e sostenere la autonomia delle singole persone per aiutarle a capire dove andare a cercare lavori adeguati alle competenze possedute: soprattutto per i lavoratori con alta intensità di conoscenze sarà sempre più vero che, se vogliono sfruttarle tutte, non potranno utilizzarle “sotto casa” ma dovranno cercarle dove sono richieste, magari in città o, addirittura, in Paesi diversi dal nostro. Anche perché non ci possiamo esimere da una riflessione pragmatica: così come è successo anche nel recente passato (pensate ai cassieri di banca piuttosto che ai centralinisti), molte professioni saranno decimate dalla tecnologia. Pensate alla futura apertura del mercato delle auto senza conducente. Sembra strano ma vi ricordate quando gli aerei d’attacco venivano guidati dai piloti e non esistevano i droni, gli aerei senza pilota che vengono usati nelle missioni pericolose od in quelle di ricognizione? Un cambiamento di questo genere potrebbe spostare milioni di posti di lavoro nel trasporto privato e non: camionisti e guidatori di taxi potrebbero sparire così come già sta avvenendo nel trasporto pubblico a causa dei treni automatizzati.

Inizia una nuova epoca del lavoro

Un disastro? No, perché questa è una visione pragmatica ma non pessimistica. Anzi! Tecnologia e automazione miglioreranno la professionalità di molte attività, consentendo di concentrarsi su compiti diversi e più specializzati.  In altri termini, i software non potranno mai sostituire medici, avvocati, radiologi o ingegneri, ma potranno aiutare molti professionisti a costruire una professionalità diversa e più estesa. Senza dimenticare che la crescita di Internet, sta sicuramente fornendo una gamma di nuove professionalità che stanno dischiudendo grandi orizzonti a chi cerca un nuove opportunità di lavoro, di attività e di business: dai progettisti e programmatori di siti web, ai blogger, ai gestori dei motori di ricerca, agli specialisti di web marketing ed agli sviluppatori di applications per tablet e smartphone. E proviamo anche a pensare al futuro: proviamo ad immaginare nuove figure come i progettisti e gestori di avatar oppure ai gestori dei dati dei rifiuti, della privacy, oppure ancora agli architetti ed alle figure di gestione operativa delle realtà virtuali.

Un ricambio è già iniziato

Molti studi di società di ricerca e di consulenza specializzate sostengono e dimostrano che, a livello globale, per ogni posto di lavoro distrutto nelle imprese di piccole e medie dimensioni da Internet, una media di 2,6 nuovi posti di lavoro sono stati creati. Sempre più le persone dovranno essere imprenditori che vendono le proprie competenze sul mercato attraverso livelli di maggiore responsabilizzazione nei confronti di sé stessi e degli altri. Lo ripeteremo fino allo sfinimento (tecnica di persuasione, vi ricordate?). Qualunque cosa accada siamo noi lo start up di noi stessi…

A cura di Angelo Deiana

 

 

Tratto da Uomo&Manager di Ottobre 2017

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